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Jaime Diaz Rozzotto

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(ritornato al Padre il 29 ottobre 2011)

1993, scrivo un lungo e articolato pezzo a proposito del colonnello Jacobo Arbenz Guzman, presidente del Guatemala dal 1951 al 1954.

Democraticamente eletto (e va sottolineato visto quel che all’epoca regolarmente accadeva in America Latina, tra ‘golpe’, ‘pronunciamentos’ e ‘quartelazos’ vari), Arbenz – di non lontane origini svizzere – in quanto ‘rivoluzionario’ per il suo programma di governo che prevedeva di eliminare il latifondo e di restituire le terre ai ‘campesinos’, fu preso a modello da Ernesto ‘Che’ Guevara, il quale, giovane medico argentino, si recò appunto in Guatemala per appoggiarlo anche prestando il proprio operato professionale.

Jaime diaz Rozzotto

Non starò qui a ripercorrere le tristi tappe che portarono Arbenz all’esilio nel 1954 – chi voglia può leggere il lungo capitolo che alla sua vicenda ho dedicato in ‘Il continente della speranza? Storia e storie dell’America Latina’, ora raccolto nel volume ‘Varie ed eventuali’ – fatto è che, come lo stesso ‘Che’ ebbe a dichiarare ufficialmente nel 1961, è la fallita avventura dello ‘svizzero’ che lo convincerà alla lotta armata in specie contro gli Stati Uniti.

Uscito l’articolo, fui contattato da Jaime Diaz Rozzotto, un grande intellettuale che sapevo docente in Francia e del quale non conoscevo né i trascorsi né la ‘varesinità’.

Rozzotto – me lo rivelò nel primo dei molti incontri che ci videro faccia a faccia anche pubblicamente per anni – aveva sposato una Signora di Venegono, se ricordo bene, o comunque di un paese collocato nei pressi di Varese.

Stupito che mi interessassi e conoscessi il personaggio nonché, nei particolari, la sua storia, desiderava parlarmi di Arbenz essendo stato a capo della Segreteria presidenziale dell’ex colonnello negli anni nei quali quegli aveva esercitato il potere.

Uomo formidabile Jaime, che altro dire di lui?

Politico, esule, clandestino, catturato e ferocemente torturato, dotato di visione e conoscenze internazionali, immaginifico, docente a Mosca, a Cuba, infine in Francia, Paese che lo aveva accolto e onorato.

Confrontarsi con Diaz Rozzotto era sempre un onore, un impegnativo onore.

In pensione, viveva con la gentilissima consorte a Marchaux.

Dall’inizio del nuovo millennio, e non saprei dire perché, siamo stati lontani,

tanto che la notizia della sua dipartita l’ho avuta solo di recente.

Resta il ricordo, un indelebile ricordo, di un uomo alla cui sterminata conoscenza

toccava spesso inchinarsi!

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