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‘Argo’ di Ben Affleck premio Oscar: ‘Ma de che?’, direbbero a Roma!

Commenti (2) Cinema

“A conclusione, una annotazione storica: all’inizio della pellicola una voce narrante, per inquadrare velocemente l’Iran e la sua storia, tratta di Mohammad Mossadeq affermando che sia stato destituito nel 1953 da un colpo di Stato (e va bene) e che dopo di lui gli americani abbiano messo sul trono l’ultimo scià Mohammad Reza Pahlavi. Questi, invece, regnava su Paese fin dal 1941.”

Ben Affleck premiato con l'Oscar

Ben Affleck premiato con l’Oscar

Ecco le righe che ho scritto il 21 novembre 2012 nel mio sito al termine della mia riflessione su ‘Argo’, film che avevo appena visto e che oggi è stato premiato con l’Oscar quale migliore pellicola dell’anno.

Ricordo che sentendo pronunciare quelle parole ho avuto la fortissima tentazione di alzarmi e uscire dalla sala.

Non l’ho fatto solo perchè mi era accanto Sissi.

E’ un errore imperdonabile collocato peraltro all’inizio di un film mediocre, una vera ‘americanata’!

2 Responses to ‘Argo’ di Ben Affleck premio Oscar: ‘Ma de che?’, direbbero a Roma!

  1. Massimo Alessandro ha detto:

    Una Sua opinione, invece su Zero Dark Thirty ?
    Un’opinione su sceneggiatura e su regia…
    Per me un grande film, nonosatnte troppo Obamiano.
    In ogni caso si ammette l’uso della tortura anche sotto l’amministrazione del Premio Nobel.
    Grazie.

  2. Emanuele Farruggia ha detto:

    Effettivamente l’astuto film di Affleck e´un vero fumetto, non solo nel prologo. A parte i riferimenti, sbagliati, al colpo di stato contro Mossadeq (allora si´che la CIA funzionava!) e l’aver descritto il bagno nel latte di Farah Dibah come una Poppea qualsiasi, l’intero film e´una sorta di mistificazione volta ad ingigantire il ruolo della CIA ( ammesso solo nel 1997) e, soprattutto, di Hollywood nel cosiddetto “Canadian Caper”, in cui a rischiare veramente furono i diplomatici canadesi . Non solo l’Ambasciatore Ken Taylor , che nel film fa semplicemente la parte dell’annoiato padrone di casa, ma anche ( e soprattutto) il funzionario consolare John Sheardown, ospitarono i 6 diplomatici USA sfuggiti alla cattura. Fuorno i canadesi a comprare i biglietti aerei, ad inviare a turno in Canada il personale per testare i controlli aeroportuali, abituare gli iraniani al movimento di canadesi in uscita e raccogliere moduli in entrata. Secondo una mia fonte canadese furono i funzionari canadesi ad accorgersi dell’errore compiuto dalla CIA nella riproduzione dei visti di entrata ed a correggerlo a mano. Inutile dire che il momento culminante del film, ovvero l’esfiltrazione con volo di linea con tutte le assurde scene dell’inseguimento sulla pista di decollo sono pura fantasia. In Aeroporto, tutto ando´ liscio come l’olio, secondo lo stesso Tony Mendez. L’inespressivo Ben Affleck, nel ruolo del protagonista, e´ convincente quanto un leader del centrosinistra nel tentare di persuadere con argomentazioni del tipo “anch’io tengo famiglia” i funzionari USA a seguire il suo piano. Nella realtá sembra che, prima di recarsi all’aeroporto, essi siano stati sedati con alcool per evitare problemi. Inutile aggiungere che gli iraniani nel film, dimostrano di possedere tutte le qualitá dei nemici degli americani nei film di guerra degli anni 40. Sono tutti malvagi ma imbecilli. Insomma, credo che l’unica ragione per cui Affleck ha ricevuto l’Oscar, alla presenza della first lady, sia stata quella di doverlo negare a Kathryn Bigelow per il suo solido e coraggioso film ( Zero Dark Thirty) in cui si dicono scomode verita´sulla guerra al terrorismo. Unico elemento in comune tra i due film: un Presidente americano cacadubbi. Obama, pero´, a differenza di Carter , ebbe piú fortuna. Ma questa e´un’altra storia.

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