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Il cameriere campione del mondo

Commenti (1) I dimenticati, Sport

Gli ex pugili, anche quelli non sfigurati in viso dai colpi ricevuti, si distinguono per la particolare postura delle spalle.

Abituati a combattere inclinati in avanti e come racchiusi con le braccia a difesa del volto e del tronco, mantengono nel tempo l’atteggiamento di chi possa da un momento all’altro uscire in jab, se va bene, o, se vicino, mollarti un uppercut.

Domenico Bernasconi

Domenico Bernasconi

Ecco, Domenico Bernasconi, per tutti ‘Pasqualino’, anziano, serviva a tavola al ‘Passatore’, giù al lago, riuscendo a comunicare che, anche se chino in avanti per trasferire la carne o il pesce dal piatto di portata a quello del cliente, lui era pronto.

Correva la primavera del 1973 e giusto quarant’anni prima per un buon quarto d’ora era stato il primo boxeur italiano a conquistare un titolo mondiale.

19 marzo 1933, san Giuseppe.

A Milano affrontava, cintura in palio, per la terza volta, il panamense Al Brown, mitico campione dei gallo.

Questi sapeva che il problema con Pasqualino consisteva nel superare i primi round e che dopo il Nostro si sarebbe ammorbidito.

Per tenerlo a bada, mise in scena un buon numero di scorrettezze accumulando richiami ufficiali a man bassa, fin quando l’arbitro, stufo, non lo squalificò.

La situazione non fu ben compresa sia dai secondi di Pasqualino sia dagli spettatori.

Pare che un gerarca fascista presente sia poi intervenuto sostenendo che un italiano non poteva vincere così.

Fatto è che un quarto d’ora dopo, il match riprese e che ‘Panama’ Brown prevalse nettamente ai punti.

Era, come detto, il 19 marzo 1933 e Primo Carnera avrebbe sconfitto Jack Sharkey per la corona dei massimi solo il successivo 29 giugno.

Cercai di parlare di quei lontani accadimenti col cameriere del ‘Passatore’ ma non se ne diede per inteso.

Chissà se e quanto ancora quella storia gli bruciava dentro?

One Response to Il cameriere campione del mondo

  1. roberto ha detto:

    Storia bellissima. Qui in Piemonte abbiamo l’esempio grandissimo di Michele Bonaglia, Campione d’Europa di pugilato negli anni trenta ed ora dimenticatissimo.
    Avendo simpatie fasciste fu barbaramente ucciso a Duent,o suo paese natale dai partigiani. Viva l’oblio.
    Con rispetto saluto cordialmente.
    Roberto

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