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Lance Armstrong “il drogato”

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“Nel ciclismo da sempre c’è la bomba, ma la droga non trasformerà mai un asino in un puledro da corsa”.

La frase or ora riportata è attribuita al ‘campionissimo’ per antonomasia Fausto Coppi, il quale, d’altra parte, forse scherzando (e nel caso, non troppo), in una famosa intervista radiofonica concessa se ricordo bene a Sergio Giubilo, disse “Nella borraccia teniamo la ‘bomba’, no?”

Essendo da sempre convinto che tutti – e non solo nel ciclismo – si dopino e si siano dopati, reputo uno sbaglio squalificare appunto per doping retroattivamente i vincitori o i piazzati perché al loro posto si premiano competitori o più efficacemente (e quindi in grado di sfuggire ai controlli) ‘caricati’ o semplicemente non sottoposti agli specifici esami.

Lance Armstrong

Va bene – benché faccia quasi senso alla vista -, quindi, che i sette Tour de France vinti da Lance Armstrong figurino nell’albo d’oro senza il primo classificato, anche se, da varesino, mi dispiace che in questo modo operando non venga considerato vincitore di un Giro di Francia anche il mio conterraneo Ivan Basso, secondo nel 2005.

Piuttosto, non sarebbe l’ora di chiarire il comportamento di tutti gli addetti all’antidoping che per un numero infinito di volte, trovandolo positivo, hanno graziato il texano?

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