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Charles Bukowski

Nessun commento I dimenticati

Il prossimo 9 marzo cade il diciannovesimo anniversario della morte di Charles Bukowski, scrittore e poeta ‘maledetto’ americano nato in Germania ad Andernach il 16 agosto 1920.

Come accaduto a quasi tutti i ‘grandi’ della letteratura USA della sua e della precedente generazione – che hanno ‘vissuto’ molto di più degli attuali ‘impiegati’ delle lettere – Bukowski (noto da noi soprattutto per i suoi ‘Racconti di ordinaria follia’, che, chissà perché, nel 1975, in Italia, non si ebbe il coraggio di titolare riprendendo esattamente l’originale: ‘Erections, ejaculations, exhibitions and general tales of ordinary madness’), in gioventù e anche nella primissima maturità, avanti di dedicarsi totalmente alla scrittura, esercitò un buon numero di mestieri e, tra gli altri, lungamente, quello di impiegato alle dipendenze del ministero delle Poste degli Stati Uniti.

Charles Bukowski

Charles Bukowski

Di quel periodo e di quella esperienza resta, fortunatamente, ampia traccia in un romanzo (‘Post office’, appunto) e in una lunga serie di racconti, tanto che non è azzardato affermare che, con le donne e le scommesse sui cavalli, questo sia stato uno dei suoi temi letterari di maggior peso.

Naturalmente, una delle scene più ‘bukowskiane’ di ‘Post office’ è quella della violenza sessuale esercitata dal postino Charles nei confronti di una casalinga, per la verità, malgrado le apparenze, alquanto disponibile.

Chissà se il Nostro, nell’immaginare (o, forse, nel ricordare), quello stupro si rendeva conto di quanto diverso fosse il suo portalettere dai telegrafisti inglesi di fine Ottocento, noti per le loro propensioni omosessuali, che i coevi di Oscar Wilde adescavano?

Era, infatti, pratica consolidata, a quei tempi, fra gli omosessuali ricchi, spedire a se stessi dei telegrammi da sei pence per il piacere che quasi certamente era loro garantito dal telegrafista alla consegna.

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