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Il Golden Globe a ‘La grande bellezza’

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Passare senza annoiarsi il pomeriggio di Santo Stefano mentre fuori diluvia?

Difficile ma non impossibile.

L’ho verificato, guardando in dvd ‘La grande bellezza’.

E non mi sono annoiato perchè da subito ho profondamente odiato la storia che mi veniva proposta, gli ambienti, gli attori, soprattutto Paolo Sorrentino che il film ha ideato, sceneggiato e diretto.

Romano, direi ‘antico romano’, da almeno quarant’anni penso che Roma vada trattata come la Grande Mela in ‘1997 fuga da New York’: totalmente cintata da un muro alto dieci metri, impenetrabile e senza nessuna possibilità di uscita.

Questo in ragione dei costumi politici romani, dei modi di fare romani, della sciatteria romana, del menefreghismo romano, del traffico romano, della mala educazione romana, insomma in ragione di Roma tutta.

Il film di Sorrentino mi ha quindi confortato: ho ragione, l’Urbe va estirpata dalla già orribilmente declinante Italia.

Sia chiaro, la pellicola è ‘ODIOSAMENTE BELLA’, in alcuni momenti bellissima e recitata ottimamente in particolare dagli anziani.

Un po’ troppo citazionista, per il vero.

A volte (spesso?) pare scritta da un Flaiano decaduto.

E poi, quel Verdone assolutamente ricalcato sul vecchio Vittorio Caprioli dà fastidio.

Per finire, davvero notevole – è bellissima – Galatea Ranzi!

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