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Mio fratello Enrico Maria Salerno

Commenti (22) Amarcord, Cinema

di Vittorio Salerno

Diciannove anni fa, il 28 febbraio del ’94, è morto mio fratello Enrico. (Maledette sigarette, e chi le ha inventate!  Dio mi perdoni…)

L’anno prossimo sarà il ventennale, ma per me non è morto.

E’ in tournée con la sua compagnia per l’Italia o sta girando qualche film; del resto non lo posso sapere perché non ho più messo  piede nella sua bella villa a Castelnuovo di Porto, la sua adorata La ribalta, e può darsi che sia ancora nel suo studio a leggere copioni o a provare spettacoli con i suoi attori, e quando vado ogni anno nel piccolo cimitero del paese a mettere due fiori bianchi (era il suo colore preferito) davanti alla lapide dietro alla quale sono le sue ceneri e quelle di due suoi figlioli, Titta e Nicola, devo fare violenza a me stesso per accettare la triste realtà.

In questo brutto fotomontaggio posto davanti alla sua lapide, Enrico Maria Salerno nei panni del capo cronista di nera Giuseppe Ferdinando Giannoli, il personaggio che ha interpretato nel film No! Il caso è felicemente risolto! di Vittorio Salerno nel ‘73, assieme ai suoi figlioli Titta, e Cocò, (Nicola).

In questo brutto fotomontaggio posto davanti alla sua lapide, Enrico Maria Salerno nei panni del capo cronista di nera Giuseppe Ferdinando Giannoli, il personaggio che ha interpretato nel film No! Il caso è felicemente risolto! di Vittorio Salerno nel ‘73, assieme ai suoi figlioli Titta, e Cocò, (Nicola).

Quando penso a lui, (e mi capita spesso, perché o c’è un suo film in tv, o qualche amico mi chiede qualche particolare della sua vita), lo rivedo barbuto e magrissimo nell’agosto del ’45 quando tornò dalla prigionia, e rimase abbracciato a mamma finché la povera donna non finì di versare le ultime lacrime che le erano rimaste…

…la mattina dopo mamma scese a Varese con la funicolare, (trascorremmo gli ultimi anni di guerra al Campo dei Fiori), e riuscì a comprare alla ‘borsa nera’ una bella braciola di maiale, che all’ora di pranzo mise subito ad arrostire sulla piastra della cucina economica (così si chiamavano le stufe a legna, allora).

Dopo di che ci servì un bel piattone di riso al latte, il piatto forte di quei tempi di guerra, e per l’occasione impreziosito da una spolverata di zucchero, mamma porse ad Enrico la bistecca di maiale dicendogli: “Mangia, Chicco mio, che devi rimetterti in forze…”

Non so se Enrico intravide gli sguardi avidi miei e di Nando, l’altro fratello mio, fissi su quella carne che emanava un odore inebriante, fatto sta che Enrico tagliò la bistecca in tre parti, ne dette una a me, una a Nando, e con una nonchalance da grande attore che stava per diventare disse: “Dai, ragazzi, mangiamo in fretta questa leccornia, sennò si fredda…”

Questo era nostro fratello Enrico. Buono, generoso, sempre attento a non mettere in imbarazzo gli altri. E per tutta la vita fu generoso con tutti, fratelli amici parenti, colleghi in difficoltà, perché lui amava gli altri, il ‘prossimo suo’, e la sua gioia maggiore era ‘far del bene agli altri’.

Sette anni dopo la sua morte, ho trovato la forza e il coraggio di scrivere la sua biografia, anche perché nessuno dei ‘grandi’ critici cinematografici e teatrali che lo osannarono in vita, pensarono di dedicare qualche settimana a scrivere una sua biografia per ricordarlo alla gente, ai giovani soprattutto. Io ci ho messo due anni ed è stata una pena non indifferente, ma sono contento di averlo fatto ed è, purtroppo, l’unica in libreria, edita da Gremese Editore di Roma.

A volte rivedo mio fratello nel salone della nostra bella villa alla Bellavista, sopra il lago di Varese, mentre recitava per parenti e amici il famoso monologo popolare “Er fattaccio”, o “L’uomo dal fiore in bocca” di Pirandello, o “Il tabacco fa male” di Cekov, oppure qualche poesia dell’immaginifico divin poeta Gabriele D’Annunzio, come “La pioggia nel pineto” o “Il volo di Icaro”.

Oppure lo rivedo in rapidi flash nei momenti salienti delle sue grandi interpretazioni fatte in teatro, cinema e televisione, come Mastro-don Gesualdo, Il diavolo Peter, Misura per misura, Macbeth, Antonio e Cleopatra, Oreste, Così è (se vi pare), Liolà, I figli di Medea,  Umiliati e Offesi, La Lunga notte del ’43, La bellezza d’Ippolita, Odissea nuda, Sacco e Vanzetti, Il fornaretto di Venezia, Io la conoscevo bene, La famiglia Benvenuti, Le stagioni del nostro amore, L’armata Brancaleone,  La polizia ringrazia, Bisturi la mafia bianca, Fango Bollente, Don Orione,  Questi fantasmi, Otello, Disperatamente Giulia, Sei personaggi in cerca d’Autore, Morte di un commesso viaggiatore, Il Silenzio di Dio e altri…

Oppure lo rivedo in una pausa delle riprese del mio secondo film  Il caso felicemente risolto, quando il fotografo di scena della pellicola, il bravo Roberto Carnevali, fu invitato dallo stesso Enrico ad immortalarci in diversi scatti.

In una foto mi tiene una mano sulla spalla e sorride al fotografo, come mi presentasse al mondo intero.  Un’immagine che allora non mi piaceva perché non volevo si pensasse che ero riuscito a diventare regista per merito suo, ma ora, dopo tanti anni e … tanti rimpianti, quella fotografia l’ho appesa nel mio studio in bella evidenza.

E talvolta mi pare di sentire ancora la sua mano sulla spalla…

22 Responses to Mio fratello Enrico Maria Salerno

  1. Nicola De Marco ha detto:

    Enrico Maria non manca solo al fratello, manca a tutti coloro che hanno amato la sua arte, il suo cinema. Enrico Maria manca a tutti noi che amiamo la letteratura, il cinema, il teatro, la cultura e dunque la vita. Ricordo ancora ragazzo le sue magnifiche interpretazioni al cinema e soprattutto in televisione. Apprezzavo già allora la sua arte asciutta, essenziale, diretta, il suo sguardo straordinariamente penetrante. Ammiravo il suo coraggio nell’amare la vita. Anche per me è come se fosse ancora vivo.

  2. Vittorio Salerno ha detto:

    Grazie, un abbraccio affettuoso a chi apprezza mio fratello, del quale il 28 c.m. cade il ventennale della dipartita.
    (Maledette sigarette, aveva solo 67 anni!)
    Vittorio

  3. Antonio Cosentino ha detto:

    Tra i film che mi sono rimasti nella memoria c’è “Quella lunga notte del ’43” interpretato da Enrico Maria Salerno e Gino Cervi. Quello che mi colpì di più fu proprio l’intensa interpretazione di Salerno che, impersonando un farmacista reso invalido da un’infezione, per tutto il lungometraggio non si muove dalla sedia a rotelle e osserva dalla finestra quanto avviene in città, Ferrara. Di Enrico Maria Salerno mi è rimasta anche, nella mia personale colonna sonora, l’inconfondibile voce. Mi fa davvero piacere il ricordo intenso e affettuoso che ne ha il fratello Vittorio.

  4. Carmen Caroli ha detto:

    Un ricordo su tutti: avevo circa dieci anni (0RA NE HO 65) quando una sera ci fa uno scherzo televisivo; l’attore Enrico Maria Salerno aveva rapito all’attrice Alida Valli il figlio avuto con lei. Non era vero ma questo grandissimo attore colpì come un fulmine la mia fantasia di bambina.
    Da allora ho visto tutto quanto era possibile, sopratutto le meravigliose commedie date in televisione.
    Confesso, mi innamorai di lui e lo sono stata per tutta la vita… sembra una favola o una esaltazione ma è la verita.
    Ho invidiato tutte le donne che lo hanno amato.

    Non sapevo che il fratello Vittorio avesse scritto un libro su di lui, ma un giorno facendo una ricerca su internet l’ho intercettato.
    Ovviamente sono corsa in libreria.

  5. Vittorio Salerno ha detto:

    Mi fa piacere constatare che a distanza di oltre mezzo secolo ci sia qualcuno,una donna in particolare, che ancora ricordi mio fratello Enrico Maria ne I FIGLI DI MEDEA, (1958), originale televisivo che bloccò gli italiani per una notte intasando il centralino della RAi per chiedere verifiche. Un fatto simile accadde in America nel 1947 quando Orson Welles disse alla radio che erano sbarcati i marziani sulla terra, e invitava tutti a barricarsi in casa e attendere le direttive del Governo.
    Gentile Sig.a Carmen Caroli, lei dichiarando di essere stata ‘innamorata’ tutta la vita di Enrico Maria Salerno ha involontariamente rivelato una delle chiavi del successo di mio fratello: era un grande e modernissimo attore, senza dubbio, ma piaceva anche molto alle donne. “Il mio fascino siculo-slavo” si autodefiniva Enrico.
    Se ha problemi a procurarsi la biografia di mio fratello, che ho presentato a Varese nel febbraio del 2004 al Caffè Zamberletti, il ‘salotto letterario’ dell’amico carissimo Mauro della Porta Raffo, gliene mando con piacere una copia io. Mauro ha la mia Email. Cordiali saluti
    Vittorio Salerno

  6. Carmen Caroli ha detto:

    La ringrazio moltissimo, sono felice che lei mi abbia contattato ma la biografia e’ gia in mio possesso. Ho cercato tutto quanto potevo trovare su di lui; un bellissimo ricordo e’ stato quando vidi la commedia di Pirandello – COSI E’ SE VI PARE – Cosa aggiungere se non la straordinaria capacita’ interpretativa di questo grandissimo attore, per non parlare della bellissima voce che volte in qualche vecchio film riesco ad intercettare. VERAMENTE MERAVIGLIOSO.
    Ricordo ancora, forse non tutti lo sanno, che presento’ (non ricordo l’anno) in qualita’ di presentatore un Festival di Sanremo e in particolare un telegramma che le fu inviato da un telespettatore – LA VOCE PIU’ BELLA DEL FESTIVAL E’ LA TUA. Come dimenticarlo?

    Saluti affettuosi

    Carmen Caroli

  7. Vittorio Salerno ha detto:

    Enrico Maria presentò il Festival di San Remo con Ira Fustemberg nel 1972, reduce del successo planetario di Anonimo Veneziano, al quale collaborai anch’io, e della sua interpretazione ne La polizia ringrazia, il primo poliziottesco italiano dopo L’uccello dalle piume di Cristallo di Dario Argento (del ’68) che interpretrò proprio con Tony Musante, al quale fece poi interpretare Anonimo a fianco della Bolkan.
    Mi fa molto piacere che le sia rimasta impressa anche l’inerpretazione ‘geniale, che fece ne COSì E’ (SE VI PARE), che stupì anche me. Era questa la sua grandezza, sostenere un ruolo, senza far vedere che stava recitando. La ‘semplicità’ che solo ‘ i grandi’ possiedono. Quanto alla sua voce, come apprenderà nella biografia, io la reputo tra le migliori voci maschili del ‘900, assieme a quella di Gino Cervi, Giancarlo Giannini, Alberto Lupo e pochi altri.
    Il grande Segio Leone lo volle per doppiare Clint Heasvood ne per un Pugno di dollari. “Al cuore, Ramon, al cuore!” ricorda? E quando tornò l’attore americano in Italia e si sentì doppiato da Enrico, ne assunse i ritmi e la recitazione pacata anche negli altri due film della ‘trologia del dollaro’. Visconti lo volle per doppiare Farley Granger in SENSO, Fellini per Broderkc Crawfford ne il bidone, e Pasolini per dar voce a Gesù nel suo splendido Vamgelo secondo Matteo. Anche Rossellini, dopo avergli fatto interpretare un ruolo in ERA NOTTE A ROMA, volle che nel suo ultimo film IL MESSIA parlasse con la voce di Enrico Maria Salerno.
    Sul sito ufficiale di Enrico potrà trovare una miriade di informazioni.
    Cordiali saluti, complimenti e grazie per l’iteressamento.
    Vittorio Salerno

  8. Carmen Caroli ha detto:

    La ringrazio tantissimo di avermi risposto, indicandomi peraltro anche il sito in cui avro’ modo di accedere; certo il Gesu di P.P- Pasolini era meraviglioso (come sempre) con la sua voce, anche se devo dire che per quanto concerne Visconti (regista amatissimo) se non fosse stato per Enrico Maria l’attore Farley Granger non era assolutamente all’altezza.di quella parte. E’ vero che sono molto belle le voci che lei ha indicato, io non sono un’esperta, ma a mio modesto parere non paragonabili alla sua.
    Mi meraviglio che a un’attore di tale levatura non si dedichi un ricordo, visto che le teche RAI mandano in onda (anche in modo eccessivo) attori che per quanto popolari e capaci non possono piacere a tutti.
    Comunque una sola volta ho avuto il piacere di verderlo, era a Bologna per il musicall (Viola, violino e viola d’amore) con le Kessler.
    Le sono molto grata, mi creda.

  9. vittorio ha detto:

    Condivido in pieno il suo commento. Viola-violino è stata una performance da Oscar, che stranamente la Rai non ha mai mandato in onda, mentre l’ha fatto con altri musical di Garinei e Giovannini. Se la può consolare, il 15 maggio prossimo ci sarà una corposa retrospettiva con i migliori film interpretati o diretti da mio fratello, (una decina ) da me promossa con i dirigenti del Centro Sperimentale di Cinematorafia e la Cineteca Nazionale, in occasione del ventennale della dipartita di Enrico Maria. Ma non in tv, (lì non ci sono arrivato), al cinema Trevi di Roma. Ne segua la programmazione in rete.
    Con i più sentiti ringraziamenti.
    Vittorio Salerno

  10. Carmen Caroli ha detto:

    Mi pare una splendida iniziativa, anche se in televisione avrebbe avuto una risonanza diversa.
    E’ un vero peccato che non possa venire a Roma (se fosse stato possibile l’avrei fatto) comunque non la perdero’. Nella citta’ in cui abito (Bologna) e’ stato adibito all’interno del Palazzo Comunale – SALA BORSA – una biblioteca con libri a film e anche alcune (poche in verita) cassette di prosa. Ho fatto richiesta di alcune commedie di Enrico Maria (Mastro Don Gesualdo e altre), mi hanno risposto che si interesseranno a recuperarle….. ci spero tanto!

    La ringrazio per la sua gentilezza e la sua disponibilita’.

    Carmen

  11. Giancarlo Ciccarella ha detto:

    Suo fratello era un grandissimo. Un attore molto poliedrico, capace di esprimersi nei generi più svariati. Mi piacevano anche le sue umanissime debolezze : la caduta dei capelli e il voler sembrare più alto di quanto era. Credo che la sua pressochè totale scomparsa dai palinsesti televisivi possa dipendere dal fatto che forse egli non si era mai legato strettamente ad alcun carrozzone e in Italia ciò è gravissimo!! continuo a sperare comunque che prima o poi suo fratello venga rivalutato , come merita.
    Tanti cari saluti!

  12. Marco Cingolani ha detto:

    Enrico Maria Salerno era un attore strepitoso e a mio avviso nel panorama dello spettacolo italiano solo Gassman gli era pari. Trovo incredibile che si parli così poco di questo grande artista e molto di più di attori meno affascinanti e con mezzi molto inferiori (tralascio i nomi per bontà). Spero che il ventennale della sua scomparsa sia ricordato con iniziative e pubblicazioni, come meriterebbe. Ho letto la sua biografia alcuni anni fa e mi piacerebbe vederla ancora nelle librerie. Possibile che la Rai non dedichi un ritratto o una serata speciale a suo fratello?
    Cari saluti

  13. vittorio ha detto:

    No, nessuna serata speciale, che io sappia, caro Marco Cingolani, perché mio fratello aveva un difetto: non faceva ridere! Le ‘serate speciali’ la Rai preferisce dedicarle agli attori comici: Troisi, Manfredi, ecc.. (sic tempora….)
    La biografia, che ho presentato anche a Varese nel salotto di Mauro della Porta Raffo, in occasione del decennale della morte, è facilmente reperibile in rete, per esempio su Ibs.it
    Grazie per aver ricordato mio fratello. L’unica cosa che sono riuscito a fare, ma solo quì a Roma al cinema Trevi, è una retrospettiva di alcuni suoi film grazie a Domenic Monetti del Centro Sperimentale di Cinematografia e della Cineteca Nazionale. Sono state proiettate una decina di opere: Anonimo Veneziano, Le stagioni del nostro amore, Cari genitori, Eutanasia di un amore, Odissea nuda, ecc…
    Le auguro ogni bene.
    Vittorio Salerno

  14. Vittorio Salerno ha detto:

    Proprio così, egregio Giancarlo Ciccarella, mio fratello non era legato ad alcun ‘carrozzone politico’, e questo nel nostro Paese è gravissimo e imperdonabile. Per lo stesso motivo io ho fatto ‘solo’ venti film, (tra quelli scritti e/o diretti). Gli altri venti copioni mi sono rimasti nel casseto, e sono forse i più belli.
    Ma alcune mie operine fanno ormai parte della Storia del Cinema, come Stradivari (che feci interpretare da Anthony Quinn), Fango Bollente, No! Il caso è felicemente risolto!, e Libido che feci interpretare dall’allora 22enne Giancarlo Giannini, già bravo allora come oggi, perché gli attori di razza nascono bravi; è una dote misteriosa, che pochissimi hanno.
    E tanto mi basta.
    Grazie per la stima che dimostra per Enrico Maria.
    Vittorio Salerno

  15. Marco Cingolani ha detto:

    Lei ha sicuramente ragione, le sue amare considerazioni sono purtroppo veritiere. Tuttavia, devo dire che suo fratello era un attore così versatile che sapeva produrre anche originali effetti comici : basta pensare a L’armata Brancaleone, a Casanova 70 di Monicelli o anche ad alcune scene de L’ombrellone di Dino Risi. Tra l’altro ho trovato in rete una sua partecipazione a Studio Uno con Mina in cui mostrava anche straordinarie e insospettabili doti comiche. Aveva, a mio avviso, appunto come Gassman, anche la capacità di giocare sulla sua immagine di attore serio e impegnato e di farsi il verso con incantevole ironia, dote che è propria solo dei grandi.
    Carissimi saluti

  16. Vittorio Salerno ha detto:

    Certo, caro Marco Cingolani, mio fratello sapeva anche far ridere, (Basti ricordare il film I SOLDI di Puccini) ma in quegli anni (Sessanta-Settanta) i film comici erano appannaggio dei cosidetti ‘4 colonnelli’ della risata: Gasman, Manfredi, Sordi e Tognazzi, ed Enrico aveva una predilezione per il drammatico.
    Ma che ne parli bene io è noioso e scontato. Vi ricordo, cari amici che avete tanto apprezzato l’attore Enrico Maria Salerno, cosa scrisse di lui Andrea Camilleri nel ’75 sull’Enciclopedia dello Spettacolo edita a cura dela Siae: ” Senza alcun manierismo egli applica, nella costruzione del personaggio, i moduli neo stanislavskiani aderendo e reagento con plastica determinazione al dramma nel suo farsi, nel suo dinamico scomporsi e ricomparsi. C’é in quest’attore dalla voce musicale e dal naturale prestigio scenico, una riottosità da irregolare, da ‘maledetto’, cui corrisponde la vocazione ai personaggi ‘dannati’ e sofistici, decaduti o decadenti, sempre sull’orlo della nevrosi.”
    ( E’ a pag. 70 della biografia che ho scritto su di lui, Edita da Gremese nel 2002, oggi reperibile con 5 Euro in rete.)
    Vittorio Salerno

  17. Viviana Tarantino ha detto:

    Il 17 novembre del 1979 lo vidi a teatro con Il magnifico cornuto”.
    Io avevo quattordici anni.
    Me me ne innamorai.
    Le mie coetanee seguivano cantanti rock e io seguivo lui, passa,passo, cercando di vederlo in tutti i suoi spettacoli.
    Ricordo ancora, che quando il 23 novembre 1980 venne il terremoto,dopo qualche giorno saremmo dovuti andare a vederlo a Napoli con “Io l’erede” di Eduardo.
    Ovviamente non potemmo andarci,non lo vidi più , e non lo vidi neanche in “Questi fantasmi”.
    Riuscii a vedere molti dei successivi però fino al 1993.
    Non sapevo che fosse malato.Lo avevo visto molto magro in “Morte di un commesso viaggiatore” ma non immaginavo.
    Colgo l’occasione anzi per chiederLe se esiste una videoteca dei suoi spettacoli teatrali.
    Vederli, mi farebbe bene al cuore.
    Non aggiungo niente a quello che é stato scritto fin qui, perché comunque non riuscirei ad essere obbiettiva.
    Per me lui per non era un attore era l’Attore, era il cinema, era l’arte, era la recitazione era,era, ed é.
    Avevo 14 anni .
    Ora ne ho 48.
    Oggi ho messo il suo nome nella ricerca di google.
    E mi sono trovata qui.
    Un caro saluto.

  18. Vittorio Salerno ha detto:

    Sul sito ufficiale di Enrico Maria Salerno troverà tutte le informazioni che desidera.
    Il ‘Centro Studi ” intitolato a mio fratello ha anche una completa videoteca di tutte o quasi le sue interpretazioni.
    Un caro saluto
    Vittorio Salerno

  19. Giovanni Zappalà ha detto:

    Ci siamo conosciuti a Varese in occasione della presentazione del suo libro sul suo carissimo fratello Enrico che io, fanciullo, conobbi proprio qui, in città. Lei, ospite dell’amico Mauro della Porta Raffo, ci raccontò molto di lui. Io, invitato da Mauro, parlai di quelle occasioni che mi permisero, poi, di seguirlo e ammirarlo nella sua carriera. Ho scritto su di lui in un mio libro e parlandone mi accorgo del tempo che inesorabilmente galoppa. In una mia recente lettera, che forse non le è pervenuta, le chiesi una copia del dvd “Anonimo Veneziano” da lei diretto e che mi aveva offerto all’indirizzo di Mauro, sempre che sia possibile per lei reperirlo ancora. La figura di Enrico mi è sempre viva, ma soprattutto è stata la sua voce a renderlo unico. Le invio i miei più sinceri complimenti con l’augurio di dare vita a qualche sogno che tiene nel cassetto. Sicuramente saranno dei successi come quelli che li hanno preceduti. Giovanni Zappalà.

  20. Viviana Tarantino ha detto:

    Lo conosco, grazie.
    Non trovato nulla sui lavori teatrali degli ultimi quindici anni .
    Solo tanto cinema che, in quanto cinema,é più facilmente reperibile.
    Un caro saluto e di nuovo grazie.

  21. Emanuele Menichelli ha detto:

    Buona sera,
    ho stimato suo fratello, attore e regista strepitoso, vedendolo nei film in tv o in dvd.
    Sono un grande estimatore anche di Gastone Moschin, questa mattina sono stato a fargli visita al cimitero e mi sono commosso, quando è morto avevo 10 anni ora 30…

  22. Antonio Coiro ha detto:

    Gentile Sig. Vittorio,
    non ho concetti particolarmente significativi da aggiungere a quanto detto, solo il ricordo di una forta emozione. Ancora ragazzino quando si anvava ancora al bar a vedere la TV, ricordo con emozione questo programma “concerto di prosa” che si apriva con la lettura de l’aquilone fori campo e proseguiva con due maestri della parola che si alternavano ad un leggio, senza ballerine o scenografia, ma nel bar si faceva profondo silenzio. Allora fui sconvolto dalla lettura dell”uomo dal fiore in bocca”. In seguito ho anche ascoltato altre pregevoli versioni, quali quella di Gassman, ma per me “Luomo dal fiore in Bocca” resterà sempre quello letto da Enrico Maria Salerno ed allo stesso modo “Così è se vi pare” resterà sempre la versione teatrale Salerno Sbragia. Con stima. Antonio Coiro

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