mdpr1@libero.it

Quella vecchia volpe di Gianfranco Fini

Nessun commento Varie ed eventuali

Nessuno, mai, può avere sul serio pensato a lui come a un uomo di Stato, a un politico vero, di quelli con baffi e controbaffi.

Nessuno, mai, può averlo ritenuto in grado di lasciare nel Paese grande traccia di sé.

Gianfranco Fini

Gianfranco Fini

Tutti, però, lo credevamo abile navigatore, capace politicante (politicante, ripeto, tutt’altra cosa ovviamente), in grado di capire dove tira il vento e di guadagnarsi, da vecchia volpe attenta a non finire in pelliceria, comunque un posto al sole.

Gianfranco Fini – perché è dell’ex presidente della camera che vado parlando – negli ultimi anni, invece, è riuscito a dimostrare senza tema di smentita di essere un assoluto incapace anche nell’arte della sopravvivenza politica.

Era il numero due del PDL e gli sarebbe bastato starsene tranquillo per essere con ogni probabilità candidato a tempo debito alla presidenza del consiglio.

Invece, ha buttato per aria tutto per non si capisce quale finalità, ha provocato la conclusione dell’esperienza governativa di Berlusconi, ha sostanzialmente provocato e dipoi sostenuto l’avvento dei tecnici montiani, ha fondato un suo insignificante partito, si è unito a Monti e a Casini in una avventura elettorale che anche un idiota vedeva essere fallimentare.

Insomma, è riuscito dell’ardua, difficilissima impresa di suicidarsi, di scomparire.

Un politico del tutto trascurabile, un politicante ridicolo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *