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In morte di Giulio Nascimbeni

Commenti (1) Coccodrilli

28 gennaio 2008

Per lunghi anni responsabile della mitica ‘Terza pagina’ del Corriere della Sera, l’or ora defunto Giulio Nascimbeni fu, tra l’altro, uno dei massimi estimatori di Piero Chiara che volle tra i suoi collaboratori e i cui elzeviri apprezzava grandemente.Del narratore luinese divenne in breve vero amico e quando purtroppo arrivò il triste giorno dei suoi funerali volle essere presente per scriverne sul Corriere così come alla notizia della dipartita aveva fatto ricordando le alte benemerenze letterarie dell’autore de ‘Il piatto piange’.

E’ pertanto a lui che dobbiamo la prima, celebre descrizione di quel particolarissimo abbaglio – decisamente, ‘alla Chiara’ – che caratterizzò la giornata. Con mille amici, Nascimbeni attendeva davanti a una chiesa di Luino l’arrivo da Varese della bara di Piero per di lì accompagnarla al cimitero. D’un tratto, ecco apparire una dolente fila di persone intente a seguire un feretro avviato appunto al camposanto. A quella sequela, i presenti si unirono salvo poco dopo chiedersi come mai il defunto fosse accompagnato dal canto dell’Internazionale. Non era, forse, Chiara un liberale? Cercati lumi, scoprirono di essere al seguito non della bara dell’amico ma di quella del padre di Dario Fo, morto in quegli stessi giorni.

Giulio Nascimbeni con Mauro della Porta Raffo

A Nascimbeni – del quale ero diventato filialmente sodale dopo averlo colto in fallo a proposito del Metternich in una ‘Pignoleria’ sul Foglio che lui aveva saputo accogliere di buon grado – devo anche io riconoscenza  e perché del mio esordio letterario (‘Sale, Tabacchi e…’) scrisse favorevolmente sul Corriere, e per aver vergato la prefazione al mio ‘Tato fuma’ nel 2001,  e per aver egli più volte partecipato ai miei incontri letterari varesini in qualità di ospite.

Anziano, non guidava più l’auto e così lo andavo a prendere a Milano, nella sua abitazione di via Mussi. Veneto, ogni volta mi ricordava che ‘musso’ nel suo dialetto significa ‘asino’ e che per questo, per rammentarsi che tale era, aveva scelto l’appartamento colà collocato. Lo lasciavo dire ben sapendo che pochissimi scrittori erano meno asini di lui, finissimo narratore e uomo di sterminata cultura quale era. Negli ultimi anni, tornato Giulio alla natia Sanguineto dopo la scomparsa della moglie, ci eravamo persi. Speravo prima o poi di risentirne la inconfondibile voce. Succederà di certo, ma nell’altra vita!

One Response to In morte di Giulio Nascimbeni

  1. Enrico Nascimbeni ha detto:

    Grazie di cuore per questo bellissimo ricordo di papà.
    Enrico Nascimbeni

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