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Gianni Santuccio, l’attore dimenticato nel suo paese natale

Commenti (2) Eminenti Varesini

di Antonio Cosentino

Il prossimo 21 maggio 2014 può essere che qualcuno celebri erroneamente il centenario della nascita di Gianni Santuccio, il quale però non è nato nel 1914 bensì – certificato alla mano – nel 1911.

L’attore era già consapevole che qualche pubblicazione, enciclopedie comprese, aveva posticipato la sua nascita, ma gli andava bene così perché si sentiva più giovane di tre anni.

Ancor oggi – basta consultare la Rete – ci sono siti non aggiornati (tra cui una prestigiosa enciclopedia) sul giorno natale di Giovanni Santuccio, detto Gianni, in quel di Clivio.

Dopo che, il 2 marzo 2008, Varese gli intitolò il Teatrino di via Sacco, ci siamo portati nella località valceresina dove dell’illustre concittadino si era persa la memoria storica collettiva.

La ricerca ebbe i suoi frutti con la consultazione del registro delle nascite dell’epoca, la testimonianza dei cugini e l’individuazione della casa natale dell’attore.

Gianni Santuccio

Gianni Santuccio

Non solo, ma anche dell’urna con le sue ceneri, sistemata nel cimitero varesino di Belforte a lato di quella dei genitori.

La targa color oro recita: “Gianni Santuccio – Attore – 29-9-1989”, epigrafe dettata da lui stesso.

“Gianni – ci disse il cugino Alberto Molinari – è tornato a Clivio solo poche volte.

In una di queste ha voluto rivedere la casa natale e disse che gli sarebbe piaciuto acquistarla.

Ma i proprietari non avevano intenzione di alienarla”.

L’attore – ricordò ancora il congiunto – andava invece a trovare spesso la madre Luigia Donadoni a Varese, in viale Valganna, dove la donna si era trasferita dopo la dipartita del marito Paolo Santuccio.

E nella casa di viale Valganna, davanti al Cinema Nuovo, arrivavano lettere di ringraziamento per le offerte che l’attore era solito fare.

Il giovane Gianni Santuccio – ricordava un altro cugino, Carlo Donelli – aveva davanti a sé una carriera da bancario presso il Credito Varesino, dov’era impiegato, ma la frequentazione del Dopolavoro lo portò sul palcoscenico del Piccolo Teatro di Milano diretto da Giorgio Strehler nel ruolo di ‘primo attore’ e anche sugli schermi.

Tra i film in cui comparve: “I sogni muoiono all’alba”, regia di Indro Montanelli (1961) e “Indagine su un cittadino al disopra di ogni sospetto”, regia di Elio Petri, con Gianmaria Volontè (1970), premio Oscar quale miglior film straniero.

La sua vita artistica è stata raccontata da Mauro della Porta Raffo nel libro “Eminenti varesini” (Ed.Macchione).

Vedi: https://www.maurodellaportaraffo.com/2013/06/21/gianni-santuccio/

 

2 Responses to Gianni Santuccio, l’attore dimenticato nel suo paese natale

  1. Antonia Olivia Mattiuzzi ha detto:

    Pochi ricordano la sua grande interpretazione dell’uomo dal fiore in bocca di Pirandello al Teatro San Babila di Milano.Avevo recitato con lui nel Sansone Agonista di Milton nel teatro dell’Angelicum.

  2. Simona ha detto:

    grandissimo affascinante ed intenso attore che ha portato la vicinanza al pubblico tipica del teatro nell ‘ interpretazione del set come altri grandi: Enrico Maria Salerno, Gian Maria Volontè, Stefano Satta Flores, tutti appartenenti ad un periodo artistico irripetibile…

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