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Fessura

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Apelle, il grande Apelle, stando alla tradizione, nel dipingere le persone morenti usava non più di quattro colori.
Altrettale è il riserbo cromatico che caratterizza il capo d’opera di Hans Holbein il Giovane ‘Cristo nel sepolcro’ conservato al Kunstmuseum di Basilea.
Opera immortale – a proposito della quale il dostoyevskano ‘Idiota’ si interroga e ragiona – propone particolari che intensificano a tal punto la finzione da renderla reale.
Le unghie dei piedi…
Il volto e i capelli…
Più di ogni altro invero, la fessura nel muro che la conclude a destra.
Brividi.

È il Kunst il primo museo che aprì le porte al pubblico secoli e secoli fa.
A Basilea è sepolto Erasmo da Rotterdam che colà insegnò.
Il Reno è già navigabile e dal porto muovono immense chiatte e battelli fluviali.
I tram, lunghi e snodati, propongono incredibilmente modelli recenti più belli di quelli d’antan.
Quaranta musei.
Gente che fece ai tempi una colletta multimilionaria per comprare una collezione di opere di Picasso che un collezionista in crisi metteva in vendita.
La più antica università elvetica.
La sede, Basilea, altresì delle maggiori società farmaceutiche al mondo.
E inoltre…

E mi ricordo solo ora che a Basilea (come scrivo alla voce relativa del mio ‘Dizionario Enciclopedico’) nacque la parola ‘nostalgia’ ad opera di un laureando di nome Johannes Hofer che presentava una tesi che studiava quel particolare dolore dovuto alla lontananza del quale soffrivano i mercenari svizzeri lontani dal loro Paese.

E Roger Federer, naturalmente.