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Rio Nueces

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Lo sapete, vero?
La faccenda andò come segue e non come ve l’hanno raccontata.
Per farla breve, i coloni statunitensi arrivati in Texas nei primi anni Venti dell’Ottocento ottennero dal Messico – del quale il futuro Stato della Stella Solitaria faceva allora parte – di potersi insediare e fondare le loro fattorie.
Trascorsi gli anni, i predetti coloni aspirarono all’indipendenza e si dettero da fare per secedere dal Messico.
Ovvia l’opposizione messicana, nessun precedente documento ufficiale avendo mai parlato in proposito se non di ospitalità.
Ok, nel 1836 prima Alamo e poi San Jacinto e la nascita di un Texas libero che resterà tale fino a quando, nel 1845, entrerà a far parte degli USA.
(Di tali vicende ho assai dettagliatamente trattato altrove).
Ma quali erano i confini meridionali del nuovo Stato?
Correvano forse come oggi lungo il Rio Grande?
No, lungo il Rio Nueces, più a nord.
Fu solo al termine della Guerra Messicana che i limiti territoriali arrivarono dove tuttora si collocano essendo state conquistate le terre sotto il predetto Nueces con la forza.
Va bene, cosa fatta capo ha, ma non hanno forse ragione i messicani quando ancora ai nostri giorni sostengono che lo Stato con capitale Austin (per inciso, Stephen Austin, al quale è intitolata la città, era col padre Moses il vero promotore e organizzatore dei primi insediamenti statunitensi di cui sopra) è nato e si è allargato contro legge e che secondo diritto dovrebbe ancor oggi far parte delle loro terre?