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La ‘malannata’

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“Il telefono, dici?
Mille anni fa, dalle mie parti, quando non pioveva e già si pensava alla ‘malannata’ che avrebbe portato siccità e impoverito, era ai fili del telefono che si dava la colpa.
Impedivano alle nuvole di scaricarsi, no?
La povera gente?
Tutti, invece.
Non erano forse i loro padri quelli che non volevano saperne del telefono ‘strumento diabolico’?”
Narra, Salvatore, di una decade, la quarantaquattro cinquantaquattro, che ha vissuto a Sud, in campagna.
Di anni nei quali, colà ed anche in verità altrove, nelle case per muoversi la sera si usavano le candele ad olio.
Di anni freddi, di camini, di braci, di scaldini.
Di anni nei quali ogni tipo di elettrodomestico era di là da venire.
Quando il ghiaccio veniva portato a sbarre sui carretti.
Quando il lattaio arrivava sotto casa con la mucca e ti riempiva il secchio.
Quando le rarissime automobili – roba da ricchi – erano guidate da chauffeur che dovevano per forza essere abili meccanici per poter riparare, aprendo il motore o sdraiandosi sotto la macchina sollevata dal cric, i frequenti guasti.
Tempi ovviamente senza televisione, per carità.
Con le radio gracchianti.
Tempi lontani e invece vicini – ha ottantadue anni Salvatore – vivendo i quali la gente prese lo slancio necessario per tutto quanto di buono e di cattivo abbiamo da allora vissuto!