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A Milano perché

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A Milano.
Di mattina.
Una domenica d’agosto.
La città deserta.
Bellissima.
E sogni che d’improvviso un illuminato dittatore imponga la chiusura totale e perpetua del magnifico centro urbano a tutti i veicoli.
‘Impressionismo e Avanguardie. Capolavori dal Philadelphia Museum of Art’ la mostra a Palazzo Reale che mi ha convocato.
Perentoriamente, mancando solo una settimana alla chiusura.
Alcuni Monet, Renoir, Cezanne, Guaguin, Pissarro, Utrillo di buona fattura ma in qualche modo, tra virgolette, ‘normali’.
Un Braque illuminante.
Un Rouault di ottimo livello.
Un Dali’ è un Tanguy superiori.
Un ‘doganiere’ Rousseau supremo.
Ovviamente, dei Picasso indimenticabili.
E non è forse proprio Pablo Ruiz y Picasso il pittore, l’artista che ha preso e portato sulle proprie spalle il peso dell’intero Novecento?