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Maghi, veggenti, illusionisti, ipnotizzatori

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Immancabilmente.
Come l’ipnotizzatore chiedeva “C’è un volontario?” mia madre alzava la mano disponibilissima e pronta, una volta arrivata in scena, a cadere immediatamente in trance e ad eseguire ogni suo ordine.
Erano quelli i tempi nei quali negli alberghi della Riviera Romagnola, passando dall’uno all’altro, frequentemente, maghi, veggenti, illusionisti, ipnotizzatori appunto davano spettacolo.
Dopo cena.
Entusiasticamente partecipi i villeggianti.
E chi indovinava le carte.
E chi tirava fuori il coniglio dal cilindro.
E chi prediceva il futuro.
E chi ti faceva alzare a comando il braccio destro piuttosto che il sinistro facendoti marciare sul posto ad occhi chiusi e svegliandoti poi con un sonoro schioccar delle dita…
Gente che ci sapeva fare, per la maggior parte.
Fra loro, particolarmente in voga e arcinoto, Achille D’Angelo, il mitico ‘Mago di Napoli.
Ebbi modo di rivedere il desso un paio di anni dopo.
A Varese, durante uno dei giri che regolarmente effettuava in tutta Italia per dare udienza in particolare a signore che gli si rivolgevano soprattutto, se non solamente, per affari di cuore.
Riceveva nell’occasione in una saletta dell’allora esistente albergo Manzoni.
Per caso, seduto nell’ombra poco distante, m’occorse di sentirlo rispondere “Per carità, stia tranquilla.
Suo marito non la tradisce” a una cliente che, pagato il dovuto, vidi andarsene felice e contenta e, immediatamente dopo, dire, sconsolatamente, come parlando a se stesso: “Povera donna.
Le carte dicono che ha più corna di un cervo”.
Conclusi allora che il ‘Mago’ fosse in fondo una persona gentile e che, incredibilmente, davvero credesse di ‘leggere’ nelle ‘napoletane’ passato, futuro, amori e tradimenti.
Per un attimo, mi fece una qualche tenerezza!