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L’assoluzione di ‘Nat’ Fleischer

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Per lunghi decenni – la rivista ‘Ring Magazine’ (da lui fondata nel 1922 e diretta fino alla morte, per la bellezza di cinquant’anni, nel 1972) era la vera ‘Bibbia’, non solo negli ‘States’, in campo pugilistico – l’opinione di Nathaniel ‘Nat’
Fleischer in tema di boxe dettava ovunque legge in modo assoluto.
In specie, quando si stilavano le classifiche ‘all time’, peso per peso.
Solo lui aveva visto combattere praticamente tutti i ‘grandi’ e ne testimoniava capacità e difetti.
Non pochi i critici e tra loro l’ottimo Rino Tommasi.
A propria volta eccezionale conoscitore del mondo delle dodici corde, Tommasi, in ‘La grande boxe’ (libro purtroppo datato che nessun amante del pugilato può permettersi di ignorare), dopo aver contestato specificamente risultati alla mano il ‘vecchio’ Fleischer in alcune sue scelte, lo ‘assolve’ invece trattando di Roberto ‘Mano di pietra’ Duran.
Il panamense è stato senza dubbio alcuno il più grande peso leggero (non solo) di tutti i tempi ma – nota Rino – divenne campione del mondo il giorno dopo la morte di Fleischer il quale per conseguenza non ebbe modo di vederlo di lì in poi dominare la scena.
Assoluzione per il rotto della cuffia ma assoluzione!