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Approcci decisamente datati e possibili, all’epoca, conseguenti articolazioni

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Occorreva una particolare attenzione, saper cogliere le sfumature…
Comprendere il livello dell’interlocutrice e della conseguente conversazione.
Trarre sempre e comunque spunto dal nome.

Per dire, si chiamava Nora?
“Come la moglie di Nick Charles, il detective protagonista de ‘L’uomo ombra’ di Dashiell Hammett”, poteva essere l’approccio.
Dopo di che, se la Nora in questione era scura di capelli:
“Bruna dalle mascelle crudeli”, riprendendo la descrizione che nel libro Nick ne da.
Se era chiara:
“Mirna Loy, donna bellissima e di grande talento, la immortalò sullo schermo”.
In alternativa:
“Come Nora Ephron, sceneggiatrice e regista di vera classe”, pronto a virare su ‘Harry ti presento Sally’ se il tipo era brillante come su ‘Insonnia d’amore’ se invece romantica.

Giulia?
“Magnifico film di Fred Zinnemann, del 1977.
Con Jane Fonda e Vanessa Redgrave.
Tratto da un racconto di Lillian Hellman.
Secondo lei autobiografico ma con ogni probabilità inventato.
Del resto, Mary McCarthy sosteneva che tutto quanto scriveva Lillian, virgole comprese, era falso”.
Volendo, poi, trascorrere sui Fonda, capitolo infinito.

Arianna?
“Certamente i suoi genitori avevano in mente il classico bianco e nero di Billy Wilder con Audrey Hepburn e Gary Cooper.
Che classe la Hepburn…
Che classe le due Hepburn, ovviamente ricordando Katharine.

Jana?
“Come la Novotna?
Sua madre sarà rimasta colpita dal pianto sulla spalla della duchessa di Kent della grande tennista dopo la sconfitta in finale a Wimbledon”…

Quattro tra i mille approcci a mia disposizione.
Impossibili da usare oggi l’ignoranza dei giovani essendo inattaccabile e sovrana.