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19 maggio 1952, 3 dicembre 1961

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Il pugilato?
Beh, certo, anche nel Paese del Sol Levante si praticava.
Ma come in secondo piano.
Nulla a che fare quanto a notorietà con il venerato judo.
Così stando le cose, ben si comprende come nessun giapponese fosse mai riuscito a conquistare un titolo mondiale di boxe e di contro solo nipponici fossero i judoka iridati.
Quanto alle dodici corde, la svolta si ebbe il 9 maggio 1952, allorquando il peso mosca Yoshio Shirai sconfisse per la cintura l’hawaiano Dado Marino.
Quanto al judo, il tragico – per i sudditi dell’Imperatore – evento nel quale persero certezze e onore coincise con i Campionati Mondiali Open di Parigi datati 2 e 3 dicembre 1961.
Furono i judoka nipponici nell’occasione annientati dal fenomenale olandese Anton Geesink che li sconfisse l’uno dopo l’altro.
I pochi che hanno memoria (pochissimi, invero) o che studiano (rarissimi) a malapena ricordano le successive Olimpiadi di Tokyo (1964), le prime nelle quali il judo fu ammesso come prova appunto olimpica.
Rammentano quindi e pertanto la vittoria di Geesink a casa di Jigoro Kano.
Ma la mortale ferita, come or ora narrato, era già stata inferta in terra di Francia.