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Il ‘piccolo’ tennis italiano

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Gioia, festeggiamenti, grande attenzione da parte dei media, esaltazioni eccessive…
La semifinale slam di Marco Cecchinato a Parigi ha portato tutti e per un solo istante ad interessarsi al tennis italiano.
Ora, sarà bene qui sottolineare che lo ‘sport dei gesti bianchi’ – come lo chiamò Gianni Clerici – in campo maschile da noi è da sempre e salvo rari momenti ben poca cosa.
Abbiamo avuto un solo ‘vero’ campione: Nicola Pietrangeli, eccezionale e affascinante ma certamente molto inferiore in termini di risultati a un numero sterminato di assi stranieri.
Dopo, un buon (non di più) giocatore come Adriano Panatta e un certo quantitativo di volenterosi pallettari (non per nulla quasi tutti i risultati migliori sono venuti sulla terra battuta del Roland Garros dove abbiamo riportato le sole tre vittorie degne di tale nome).
Quanto alle ragazze – Lea Pericoli a parte e comunque mitica per motivi spesso in verità estranei ai risultati sportivi – nel singolo, due soli Slam (Francesca Schiavone ancora e sempre nella capitale francese e Flavia Pennetta a New York) .
In totale, maschi e femmine, cinque affermazioni su alcune centinaia di tornei.
Da nascondersi!

(Le donne, invero, nel doppio ma in anni recenti nei quali la specialità è meno partecipata, hanno vinto molto in particolare per l’intelligenza di due Signore: Sara Errani e Roberta Vinci…
Un bordino caldo, niente di più!)