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Depardieu

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Magro, scattante, in forma, Jean.
Pare impossibile ma nel 1974 quel pachiderma di Gerard Depardieu (Jean Lavallee) era così: magro, scattante e in forma.
E si batteva.
Sul ring.
Oddio, l’idea di affrontare Joe Catano lo spaventava.
Era il peso massimo in questione, rappresentato di origini italiane o più probabilmente corse, uno duro, quasi imbattibile.
E finiva che Jean vinceva per ritiro.
A un certo punto Catano – in netto vantaggio -abbandonava per un problema all’orecchio.
Stava coraggiosamente prendendole il nostro.
E così andavano per Jean le cose in ‘Vincent, François, Paul et les autres’ il magnifico affresco diretto quell’anno da Claude Sautet.
E non ho mai saputo chi diavolo fosse Mohamed Galoul.
Intendo il pugile (doveva per forza esserlo per come si muoveva, colpiva e incassava) che impersonava Catano.
So che l’anno dopo un Mohamed Galoul sarà medaglia di bronzo tra i massimi al Giochi del Mediterraneo.
Per conto dell’Algeria.
La stessa persona?