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“Ich weiss alles”

Nessun commento Varie ed eventuali

Usciamo da messa e Giulio mi chiede della pittura moderna.
Ha in mente Van Gogh.
Parto da lontano.
Dalla rappresentazione religiosa.
Gli parlo poi della paesaggistica, della ritrattistica.
Gli dico della necessità di contestualizzare.
Di come occorra tener conto nel giudicare il passato del mondo di allora, di ogni epoca.
Di quanto infinitamente diversi fossero di volta in volta le cognizioni, le credenze, gli usi, i costumi, le leggi.
Concordo comunque con lui sulla superiorità (per noi) 
della pittura ‘nostra’, dall’Impressionismo in qua.
Arrivati sotto casa, aspettando che Fede risponda al citofono ed apra, memore come sempre del ‘Ich weiss alles’ ripetuto all’apprendista dal maestro ebanista di Karl Popper, dico: 
“Chiedetemi pure quello che volete, ragazzi, io so tutto”.
È a questo punto che Tommaso, che ha seguito il mio soliloquio senza parlare, fa: 
“Sai anche chi ha costruito il muro che hai dietro le spalle?”
Allegramente deridente.
Sbeffeggiante.
Che cosa magnifica stare con loro!

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