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‘Il disco’

Nessun commento Varie ed eventuali

Al numero 3?
Comunque, di certo, in via Carlo Croce, patriota (già via Teatro), come recita la targa.
Ai tempi dei settantotto giri?
Esagero?
Nel successivo periodo dei trentatre e dei quarantacinque, senza dubbio.
E per anni.
Un negozio piccolo, nella memoria.
Per lungo.
‘Il disco’, si chiamava.
Un divanetto rosso davanti alla cassa.
Avevo non so come scoperto il giorno dei corrieri e passavo ore seduto ad ascoltare le novità.
Endrigo, soprattutto.
Virginia lo permetteva.
Gentile con venature sarcastiche, gestiva lavoro e clienti con abilità.
Sapeva trattare.
Capitò poi – la vita dei venditori di dischi durò relativamente poco – che ci si incontrasse altrove, di quando in quando.
Giorgio, il marito, era liberale e quindi…
E scopro che se n’è andata.
Pochi giorni fa.
E mi accorgo che si è portata via qualcosa di me.
Di chissà quante altre persone, mi dico riflettendo.
Vale per tutti questa considerazione?
Certo.
Ma per qualcuno di più!

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