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Bigamia

Nessun commento Varie ed eventuali

Certo, John Quincy Adams e Andrew Jackson non si sopportavano e non potevano sopportarsi.
Il primo era l’ultimo degli aristocratici che avevano ideato e creato gli Stati Uniti.
Il secondo un soldato di modesti natali che secondo Adams e i suoi sapeva a malapena scrivere il proprio nome.
E poi, impossibile dimenticarlo, nel 1824, era occorso che i due si fossero confrontati una prima volta per la Casa Bianca e che JQ vi fosse arrivato solo per il favorevole voto della Camera dei Rappresentanti (caso unico) sopravanzando colà il rivale che lo aveva battuto, senza raggiungere il quorum, in voti popolari e Grandi Elettori.
Così, lo scontro fu davvero feroce nell’anno di grazia 1828.
Non tanto dal punto di vista politico (anche) quanto per via delle accuse reciproche.
Se i seguaci di Jackson arrivarono a sostenere che Adams avesse atteggiamenti monarchici e che fosse pressoché al servizio dello Zar (!?), quelli del Presidente in cerca di conferma (e poi battuto) tirarono fuori una vecchia storia risalente ai primi anni Novanta del Settecento.
All’epoca, Jackson aveva invero sposato la bellissima Rachel Donalson avanti che le pratiche del divorzio dal primo marito della stessa fossero compiute.
Il matrimonio in effetti dovette poi essere ripetuto.
Era pertanto la moglie dello sfidante una bigama.
La povera donna venne a morte proprio durante la campagna e il marito si convinse che l’accusa in questione l’avesse depressa infinitamente e avviata verso la fine.
Jackson entrerà a White House il 4 marzo 1829 affranto, disperato, senza l’amatissima consorte al fianco.
 

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