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Foto-ritratti di famiglia

Commenti (1) Varie ed eventuali

“Tutte le nostre foto di famiglia erano costruite come una enorme bugia su ciò che eravamo.
Ma rivelavano la verità su ciò che avremmo voluto essere”.
Richard Avedon, ricordando come nelle immagini che ritraevano il suo ovviamente sorridente nucleo familiare d’origine fosse presente invariabilmente un cane che in verità veniva prestato da vicini di casa per l’occorrenza!

One Response to Foto-ritratti di famiglia

  1. CARLO CAVALLI ha detto:

    Straordinaria la fase di Richard Avedon , grande fotografo che io collego soprattutto alla stravaganza di Dovima with the Elephants.
    Nella immagine , la supermodella scolpisce il richiamo della foresta dei sensi con una gestualità forse apprezzata dai due pachidermi, forse semplicemente tollerata , considerate le solide catene alle loro zampe.
    Per l’ennesima volta, mi rifugio nelle archiviazioni antologiche di mio zio Mario di Caorso.
    Suo vicino di casa era l’impagliatore di seggiole Ermo Affaticati, meglio conosciuto come Mameina( Mammina, per i fuori – Piacenza).
    Mameina era noto soprattutto per aver ridato miracolosa vita a una spossatissima sedia da meditazione, appartenente a Don Ennio Calza, curatore dell’Oratorio in località Casa Amata.
    Dopo il prodigioso intervento di restauro, pare che lo scranno neoimpagliato si muovesse nottetempo, ora fermandosi alla porta della Associazione di San Rocco, ora indugiando all’uscio della Beata Vergine del Carmine.
    Canticchiando qualche Gloria e inginocchiando le quattro gambe.
    Mameina era scapolo e solo all’età di quarantaquattro anni gli montò il desiderio di possedere una foto dove sorridere con una moglie al fianco.
    Una consorte,prestata ma credibile.
    Fu lo zio Mario a propiziare il buon esito del desiderio.
    Recuperata una Assunta Candelieri in quel di Zerbio, la caricò con l’Ermo Affaticati sul suo carro di terza classe, utilizzato per raccogliere letame buono per l’orto, nei pressi dei canali di Scovalasino.
    Il tragitto fu in odore di finto sposalizio.
    Ma in genere, in odore.
    Pare che il fotografo ,tale Anselmo Rugoni di Monticelli, ebbe la forza e la minacciosa pervicacia di trattenerli in posa forzata per oltre quaranta minuti.
    Ricavandone alla fine una storica immagine di spaziale intimità familiare.
    Ecco perchè il cane prestato dai vicini diventa quasi una bazzecola rispetto al sequestro consenziente della Candelieri, sposa per un’ora e passa del Mameina.
    Che quando raccontava di presunte avventure alla rincorsa di gonne, mostrava una lunghissima coda di paglia.

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