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Del perché non esistono pretendenti ai defunti Regni di Araucania e Patagonia

Nessun commento Varie ed eventuali

Pazzo!
Fatto passare per pazzo.
Sarà per via della definizione di mattoide che gli avevano indelebilmente e ingiustamente appioppato che il Re di Araucania e Patagonia Antonio I, al secolo Orelie-Antoine de Tounens, francese, avvocato, esule in Cile, acclamato monarca dai Mapuche araucani e riconosciuto dai patagoni, in carica – malgrado carcerazioni e rimpatri forzati, malattie ed affanni – dal 1860 al 1876, non trovò mai donna disposta a sposarlo e a dargli l’agognato erede?
Ragione per la quale nessuno, ai nostri giorni, seriamente, possa rivendicare diritti ereditari da far valere nei confronti del Cile e della Patagonia?
Diritti che avrebbero valido fondamento se davvero contassero le determinazioni dei popoli delle quali, invero, tutti i ‘democratici’, beatamente, dopo essersi riempiti la bocca invocandole, si scordano calpestandole allegramente?

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