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Vulcano

Commenti (1) Varie ed eventuali

12 luglio 1982.
Ho dormito poco o niente.
Alle sette meno dieci sono al porto.
L’alijumbo ha già acceso i motori.
Napoli, tra sei sette ore di mare.
Poi, in treno, a casa.
Ieri sera, a Madrid, l’Italia ha battuto la Germania e si è laureata campione del mondo.
Di calcio, naturalmente.
Lo sapevo da tempo.
Nessuna sorpresa.
Era scritto.
Le navi, nel porto, dopo, hanno suonato all’infinito le sirene di bordo.
A terra, i campanari all’opera hanno contribuito al baccano che sempre accompagna queste celebrazioni.
Qualcuno si è ubriacato.
Sbornia triste quella dei tedeschi.
Lascio Vulcano e la famiglia.
Il lavoro?
Mi dico, dicevo, di sì.
Adesso, ripensando a quello come ad altri momenti della mia vita, mi chiedo perché.
Avrei potuto, avrei dovuto restare.
Lavorare non mi è mai servito a niente!

One Response to Vulcano

  1. Felicia ha detto:

    Mi ritrovo con lo stesso FINALE.

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