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Gaeta

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Si era sciroppato l’Albania e la Grecia mio padre Manlio.
Trincee, neve, mitragliate, bombardamenti, congelamenti vari.
Volontario, ovviamente.
Non contento, sarebbe partito per la Russia.
Poi, a Terracina, l’incontro con Anna Maria e il passo indietro.
Doloroso.
Ma l’amore…
Si sa…
Da qualche parte l’esercito, a quel punto, doveva pur mandarlo.
E lo spedì a dirigere il carcere militare di Gaeta.
“Il momento peggiore”, raccontava serio anni ed anni dopo.
“Non puoi immaginare”, diceva.
“Tutti quei poveracci”, concludeva senza andare oltre.
Ricordo una veloce puntata a Gaeta, sul declinare dei Settanta.
Una solare strada principale, mi pare.
Assolutamente e invano contrastante con la Gaeta carceraria, buia e segreta che, malgrado quelle due ore di luce, le parole di mio padre hanno indelebilmente inciso dentro di me.

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