mdpr1@libero.it

Caffè

Commenti (1) Varie ed eventuali

Col latte freddo.
Invariabilmente.
Una abitudine materna che feci mia da bambino.
Non sopportavo (e non sopporto) le bevande bollenti.
E quindi…
A ben vedere, il sapore ‘vero’ del caffè mi è dunque ignoto.
‘Mascherato’ in cotal modo, ne bevevo comunque a litri.
Di bar in bar.
Poi, il 26 febbraio del 1988, la malattia e il ricovero.
Polmonite virale.
Ventidue giorni in clinica.
Ventidue giorni senza caffè!
Non faceva parte della dieta, ecco.
Dimesso, ripresi sia pure lentamente la vita di prima.
Quanto ai vizi, ricominciai a fumare.
Per dire.
Ma del caffè – avevo preso il via – ho continuato a fare a meno.
Disintossicato.
E mi piace stupire quanti, incontrandomi, mi invitano al bar declinando il classico “Prendiamo un caffè?” con queste precise, invariabili, parole:
“Grazie, ma no.
Ho smesso di berne il 26 febbraio 1988.
Nel pomeriggio verso le quattro e mezzo!”

One Response to Caffè

  1. Giorgio ha detto:

    Dopo aver letto tutti diranno ” ma che schifooo”
    era buona o pessima abitudine prendere un purgante regolarmente due volte l’anno come fosse un toccasana,ed il migliore data la sua naturalezza era l’olio di ricino.
    Succedeva che alle ore sette di mattina di una Domenica,la mamma ti svegliava a letto e ti porgeva la tazzurella caffè diluito ad olio di ricino,l’odore ed il sapore orribile determinarono una repulsa verso il caffè che durò fino all’età di vetidue anni,dove ripresi ad assaporare il caffè per il suo gusto originale.
    Che altro dire ?erano anni che l’olio di ricino andava forte somministrato forzatamente dai fascisti ai socialisti nelle Vie e nelle Piazze.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *