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Hopkins (Anthony). Ottant’anni il trascorso 31 dicembre

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Gustavo Rol.
Il sensitivo.
Era in grado di rimpicciolire, alla vista.
Poi, di tornare alle normali sue dimensioni.
Straordinario?
Ma sì.
Non unico, però.
Sia pure sullo schermo, aiutato (quanto?) dalla finzione cinematografica, altrettanto è stato in grado di fare Anthony Hopkins.
E basti qui ricordarlo, imponente, desideroso d’affetto e di riconoscimento, di fronte a Katharine Hepburn in ‘Il leone d’inverno’, mille anni fa.
(Era Riccardo Cuor di Leone e si confrontava con quella furia di sua madre, Eleonora d’Aquitania).
Grande e grosso.
Poi, trascorsi i tempi, piccolo e fragile, vecchio, nei panni di John Quincy Adams in ‘Amistad’.
Hopkins, ‘il cattivo più cattivo di sempre’ sullo schermo (Hannibal Lecter, ovviamente).
Hopkins, magnifico compositore (si ascolti il suo ‘The Waltz Goes On’, ne vale la pena).
Chapeau!

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