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Don Backy

Commenti (2) Varie ed eventuali

6 gennaio sera.
Mi viene in mente Don Backy.
Vattelappesca perché.
Gli scrivo.
“Carissimo, ho improvvisamente sentito che mi manchi.
Un abbraccio e un milione di auguri”.
Un minuto ed ecco la risposta:
“Il vecchio Don fa questo effetto improvvisamente. Altrettanti”.
Vedi come va la vita: gli voglio bene e non lo sento mai.

2 Responses to Don Backy

  1. Giorgio ha detto:

    Due spiriti originali che si ritrovano,si salutano dignitosamente e si rieclissano.
    Presumo che nella mente sarà passato anche il “molleggiato”….ma niente da fare….due poli che si respingono.

  2. CARLO CAVALLI ha detto:

    Festival di Sanremo 1967.
    Lei si chiamava Letizia.
    Capelli rosso ramato, nuca alla Nefertiti , seni perfetti per colmare una scodella di lambrusco.
    Di Don Backy, Detto Mariano ( chi l’avrebbe poi Detto), Mogol : ” L’immensità”.
    Entrai subito nella canzone, impossessandomene oltre il lecito.
    E poi il testo prometteva esplicitamente dignità per tutti.
    Sfigati, diseredati e allupati.
    Assicurava ” Un pò d’amore anche per me / per me che sono nullità / nell’immensità”.
    Ma la cruda realtà spesso uccide.
    Maramalda e spietata.
    Letizia ebbe l’ardire di sottolineare la mia nullità, non certo nel contesto dell’immensità.
    “Sei nullo anche nello spazio di uno sgabuzzino”, mormorò quel giorno piccata.
    Mi rimase Don Backy.
    Correva il Festival di Sanremo 1967.
    Correva mentre io mi aggiravo dalle parti del pantano.

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