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Prestito

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Vittorio F, gentilissimo, mi riceve nel suo studio.
Terminati i convenevoli, nuovamente seduto dietro la scrivania, dopo avermi chiesto scusa per l’ulteriore attesa, termina di compilare un assegno.
“Vedi”, dice, “un amico mi chiede cinquemila euro in prestito.
L’assegno che ho appena vergato è di mille.
Preferisco dargli appunto mille euro dei quali non aspetto e non voglio restituzione che prestargliene cinquemila.
Segnerebbero la fine della nostra amicizia.
Sarebbe in difficoltà nei miei confronti, da debitore.
Penso che invece così le cose, bene o male, possano continuare come prima”.

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