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Tour de France 1958

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Si correva in Francia ancora per nazionali.
Tra gli italiani al via – selezionati dal mitico Alfredo Binda – un gregario che finirà secondo accarezzando fino all’ultima tappa il sogno di portare a Parigi la maglia gialla.
Si chiamava Vito Favero e di lui, tolta la vittoria in una delle prime frazioni dell’edizione successiva della Grande Boucle, non sentiremo più parlare.
Ho detto che si correva per nazionali ma la regola valeva per tutti tranne che per i francesi.
I galletti, infatti, schieravano al via anche le cosiddette ‘regionali’.
Compagini composte in genere da corridori di seconda schiera.
Capitò quell’anno che il selezionatore decidesse di escludere dalla prima squadra nientemeno che Raphael Geminiani.
Trentatreenne, considerato in declino, Raphael restò fuori perché ancora una volta la Francia puntava tutto su Louison Bobet, già tre volte vincitore.
Fu così che l’uomo di Clermont-Ferrand si iscrisse come leader del Centre-Midi (compagine regionale, appunto) e, deciso come era a farla pagare a tutti, diede il massimo, per vincere e comunque per battere il ‘Louison national’.
Alla fine, Bobet si classificò settimo non senza avere a sua volta contrastato Geminiani provocandone in una particolare circostanza un tracollo che andò a vantaggio d’altri.
Alla fine il Nostro, cogliendo un risultato eccezionale per un ‘regionale’, terminò terzo.
Sul podio, ma sconfitto oltre che dal citato Favero, dal vincitore: lo scalatore lussemburghese Charly Gaul, più forte a cronometro dei due che gli stavano accanto.
Sarà quello il canto del cigno sulle due ruote del forte battant franco provenzale.

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