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Piombo

Commenti (1) Varie ed eventuali

E capitò che una sera, verso le dieci, in piazza Esedra, entrando in un ristorante, mi sentissi dire che non potevano servirmi perché stavano chiudendo.
Alle dieci!
A Roma!
La Dolce vita era lontana.
Gli Anni di Piombo nei quali eravamo precipitati avevano costretto tutti a cambiare usi e abitudini.
E le nottate romane non erano più quelle.
E alle dieci scattava un non dichiarato coprifuoco.
E avremmo impiegato anni ed anni per venirne fuori.

One Response to Piombo

  1. Giorgio ha detto:

    Mi piaceva Chioggia,non perché vicina a Venezia,essa pura ha bellissimi canali dalle sponde ricche di ogni attività commerciali alla sempliciona per la maggiore generi alimentari lungo il canale, anche all’aperto,quà e là pittori sui ponti,e cosa per me molto gradevole, la vita scorre viva e calda come nella Vena il canale principale “de ciosa”,puoi intrattenerti a chiaccherare con chi ti va, che non sono pochi,altra cosa che mi rallegra il cuore:
    prima del tramonto la lunga e larga piazza del centro città si popola si anima molti esercenti espongono ogni tipo di merce tra Caffetterie e Bar dei portici,i tavolini con clienti seduti che bevono e chiaccherano fanno quel armonioso brusio che scatturisce da tante amicizie.
    Nel centro di Chioggia non ci sono semafori,eppure agli incroci tutti passano si intersecano senza urtarsi.
    A Chioggia non come Roma si può parlare di “dolce vita”si sa per tal dolcezze prendi il traghettino a vai a Venezia.
    Ciosa non ha il coprifuoco come mi pare già troppo diffuso come a Varese.

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