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Whist

Nessun commento Varie ed eventuali

Camillo Pabis-Ticci e Giorgio Belladonna.
Anni Sessanta, quando il ‘Blue team’ azzurro vinceva ovunque e comunque.
Quando, a ripetizione, l’Italia si classificava prima ai Mondiali e alle Olimpiadi di bridge.
Quando i due magnifici giocatori sopra nominati e i loro compagni dominavano le classifiche internazionali.
Fu allora che il bridge prese piede.

Ma c’era chi opponeva resistenza.
Chi lo considerava in fondo volgare.

E uno dei luoghi nei quali decisamente non riuscì a penetrare fu casa B…
Colà, mensilmente, noi refrattari, come congiurati, quasi di nascosto,
ci riunivamo per giocare invece a whist.
Gioco elitario quant’altri mai, no?

E si seguiva invariabilmente il medesimo percorso.
La serata si apriva con la fondue bourguignonne preparata dalla sorella di B…
Proseguiva con quattro o cinque partite.
Si concludeva con un sorso di Tio Pepe.

Tutto davvero molto molto chic.

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