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Tout se tient: da Pancho Villa ai Premi Oscar

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Ricordate?
Il collegamento tra Bertolt Brecht e James Bond?
Brecht lavorava con il grande Kurt Weill.
La moglie di Weill era l’attrice e cantante Lotte Lenya.
Nel prefinale di ‘A 007 dalla Russia con amore’ la gentile (!) Signora che cerca di uccidere con un coltello improvvisamente spuntatole da una scarpa lo spione inglese era proprio la nostra Lotte.
Et voila!
 
È che quando si sa tutto, viene facile.
 
Prendiamo adesso Doroteo Arango.
Chi era, chiedete?
Un giovanotto messicano che avendo problemi con la giustizia mutò il proprio nome diventando Pancho Villa.
Ebbene, poteva un simile personaggio sottrarsi al nascente Cinema americano?
No di certo. 
Ed ecco che nel 1914 una troupe USA ne segue le gloriose gesta realizzando un film di successo intitolato, guarda caso, ‘The life of General Villa’.
Alla regia un allora alle prime armi Raoul Walsh.
E non sarà il medesimo Walsh nel 1927 a fondare con altri la Academy che due anni dopo creerà il Premio Oscar?
 
In notevole ritardo, pensandoci bene.
Pancho difatti avrebbe meritato la statuetta tanto magnificamente si era appalesato sullo schermo.
Era però morto – ammazzato, come si conviene – a Parral, nel 1923.
Peccato!