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Salm-Salm

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Avete presente il mitico ‘Vera Cruz’?
Film del 1954, oltre al classico ‘vilain’ Joe Erin – impersonato alla grande da Burt Lancaster – propone la figura eticamente irreprensibile del Colonnello Benjamin Trane, un Gary Cooper d’annata, invero.
Ebbene, come la maggior parte degli ex combattenti della allora appena cessata Guerra di Secessione trasferitisi in Messico per combattere da mercenari al soldo dell’Imperatore Massimiliano – siamo nel 1866/67 – Trane è un Sudista.
Ovvio, intanto per la prossimità geografica e poi in ragione del fatto che quanti arrivavano colà in cerca di una qualsiasi possibilità di ripresa economica erano necessariamente da annoverarsi tra gli sconfitti del Sud.
Necessariamente?
Non in ogni caso, visto che a Massimiliano si offrì quale consigliere d’armi e comandante, arrivando ad essere nominato suo aiutante di campo, nientemeno che il Principe Felix Constantin Alexander Johann Nepomuk von Salm-Salm.
Trasformatosi in ‘soldato di ventura’, ufficiale già nella terra natia, Salm-Salm aveva combattuto appunto nella guerra civile americana ma dalla parte nordista.
Occorre parlarne in questo ambito per alcune altre particolarità.
Il Principe, infatti, sarà con Massimiliano fino all’ultimo cercando di salvarlo perfino guidando una carica di cavalleria.
Fatto prigioniero da Benito Juarez al Queretaro e destinato alla fucilazione come il suo ‘datore di lavoro’, verrà invece (inspiegabilmente?) graziato.
La qual cosa gli premetterà di tornare in Europa, di entrare nell’esercito prussiano e infine di venire a morte in battaglia nella Guerra Franco/Prussiana.
Correva il 1870.
Mi chiedo se Borden Chase nel tracciare i caratteri del colonnello Trane nel racconto dal quale trae origine il precitato ‘Vera Cruz’ avesse in mente la nobile figura del Principe di Salm-Salm.

Due annotazioni.
La prima: Salm-Salm era un piccolo Principato tedesco collocato nella regione Renania-Palatinato.
La seconda: il cognome Trane mi ricorda il buon peso massimo italiano Rocco Trane avversario nientemeno che del grande George Foreman a Las Vegas nel 1988.
Sconfitto ma coraggioso nella circostanza.