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Scarpe

Commenti (1) Varie ed eventuali

Devo pur riconoscere che di produzione industriale (si chiama così?) non capisco molto.
Tale e tanta è stata la mia meraviglia oggi nell’apprendere che le scarpe – ventidue miliardi di paia l’anno – vengono fabbricate per l’ottanta per cento in Cina e che un quinto del totale finiscono direttamente al macero.
(Relativa, invero, la stupefazione quanto al Paese nel quale maggiormente ferve la lavorazione).
Pare – mi hanno spiegato, peraltro di certo non dissipando i miei forti dubbi – che per tenere bassi i prezzi occorra produrre numeri stratosferici di questo prodotto (come di altri?) a costo di buttarne via una buona parte.
Mah?

“Certo che sono lontani i tempi nei quali una delle dimostrazioni che un parvenu teneva a dare per far vedere di essere riuscito era quella di farsi fare le scarpe su misura”, ho detto nella circostanza, venendo in cotal modo a scoprire (e colmare?) un altro frammento della mia ignoranza.
“Guardi”, mi è stato difatti risposto, “che la scarpa su misura sta tornando invece di moda.
E a prezzi relativamente contenuti.
Con le nuove tecnologie, chi vuole può farsi tracciare al computer, come dire?, il profilo dei piedi e ordinare praticamente dovunque nel mondo la calzatura secondo necessità e gusto”.

A tal riguardo, mi chiedo se l’eccessiva personalizzazione del prodotto possa in futuro incidere sulla consuetudine – in altri tempi in auge – di lasciare in eredità anche particolari tipi di scarpe ad amici o parenti aventi lo stesso numero.

E ricordo le calzature che la vedova di Guido Piovene regalò a Piero Chiara.
Nere.
E rammento l’imbarazzo, a dir poco, dello scrittore di Luino – superstiziosissimo – costretto a far buon viso davanti a un dono che considerava malaugurante.
E ricordo che, ad ogni buon conto, le fece colorare di bianco.
E rammento che infine, senza averle mai indossate, le regalò.
Generoso?

One Response to Scarpe

  1. Giorgio ha detto:

    Tutti i prodotti cinesi costano poco e durano meno,prodotti a rottamazione programmata già in fase produttiva,e nessuno si può esimere d’incappare in acquisti di tale “fufa”perche si è intruffolata d’ogni parte come la cimice asiatica puzzolente.
    Dovrò a breve sostituire il frigorifero Kelvinator originale acquistato circa 38 fa, già mi è stato preventivato una durata di 5 anni per il prossimo acquisto sostitutivo,prendere o lascire potrebbe essere l’andazzo del futuro.
    Il mio “vero” frigorifero passerà dalla fonderia e rinascerà a sorpresa,per le scarpe andranno ad alzare il K2 dell’immondizia,dall’iceneritore a CO2.

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