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Cecchino

Nessun commento Varie ed eventuali

In trincea

“Certo.
Vado a dormire.
E ho bevuto troppo.
E forse per questo dirò quello che sto per dire.
Che non dovrei dire.
Non sono bravo.
Sono il migliore.
Senza dubbio alcuno.
Un cecchino della massima capacità.
E quando sparo, ogni volta che sparo, lo dimostro.
Uccidere è facile.
Hai l’arma puntata e aspetti.
Prima o poi, qualcuno, nella trincea nemica si espone.
Bang ed è morto.
Non quando il tiratore sono io, però.
Quando tiro è per ferire.
Ferire in modo tale che il bersagliato non possa più nuocere.
E nel contempo torni a casa.
Dopo l’ospedale.
Menomato, magari.
Ma, vivo.
Alla spalla.
Se appena è possibile sparo alla spalla.
Le braccia sono in altro punto buono.
Mi maledicono, i nemici.
‘Quel dannato cecchino.
Crepi’.
Il minimo che pensano e dicono.
E pagherebbero per farmi fuori.
Non sanno, non capiscono che mi devono la vita.
Il futuro”.
Si alza, il cecchino e guadagna la branda.
Dovrei denunciarlo.
Ma ho apprezzato.
Ho capito.
Non lo farò.

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