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Invidia

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“Il portone.
Quello.
L’androne…
Le scale…
Gli stessi.
L’ascensore con il divanetto di legno…
Tutto come allora”.
Quasi sessant’anni e, tornato alla terra natia, Enrico ha ritrovato la casa dei padri.
Inalterata, nella struttura.
Mutata quanto agli odori, ai profumi, all’aria…
“Momenti nei quali ti accorgi di avere antica, altra memoria.
Di sensazioni.
Di incorporee presenze…”, dice.
Annuisco.
E guardo il fumo della sigaretta che tiene tra le dita.
Le volute che nel chiaroscuro dei lampioni si involano.
Fuma.
Che invidia!

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