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Prigionieri in affitto (‘Convict lease’)

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Pare abbia cominciato l’Oklahoma, ben prima della Guerra di Secessione.
Dopo la quale, peraltro, tutto il Sud americano ne fece largo utilizzo aumentando per conseguenza ciascuno Stato notevolmente le proprie entrate.
‘Convict lease’ (‘prigionieri in affitto’, in italiano) il nome dato al fenomeno.
Si incontravano – secondo Maldwyn Jones la faccenda andò avanti fino si primi Venti del Novecento – e trovavano una qualche soluzione a proposito due necessità.
La prima: troppi essendo i detenuti e oneroso il loro mantenimento non male poteva essere per l’organizzazione carceraria statuale affidarli ad altri – persone, società o istituzioni varie – che li utilizzassero facendoli lavorare.
La seconda: ottimo, per quanti interessati, trovare mano d’opera decisamente a basso costo.
Lungi dall’essere tutto rose e fiori, infiniti i problemi in particolare a proposito del trattamento spesso vessatorio dei detenuti in affitto ad opera dei datori di lavoro.
Essendo i carcerati all’epoca quasi totalmente di colore, non pochi studiosi concludono sostenendo che il ‘convict lease’ altro non fosse che una continuazione dello schiavismo.