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Jerry Brown, il sempiterno

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2017, nel giorno dedicato a san Cerbonio di Populonia
 
Avrebbe potuto, potrebbe fare altro?
Nella vita, intendo.
No.
Figlio di ‘Pat’ Brown – Governatore della California prima di Ronald Reagan – Jerry Brown respira politica dalla nascita.
Non che nella storia americana casi consimili siano assolutamente straordinari, ma gli è riuscito addirittura nel lontano 1975 – eletto (il più giovane di sempre nel ruolo) l’anno prima – di succedere al predetto ‘Ronnie’, di governare il suo Stato per due mandati, di tornare a Sacramento, a palazzo, infiniti anni dopo, nel 2011, di soggiornarvi ancora oggi, verso fine 2017!
E non è che negli anni nei quali non ha governato sia stato con le mani in mano, il Nostro.
Incarichi ‘minori’ (fra l’altro, Sindaco di Oakland) ma sempre di prestigio e ben tre candidature alla nomination democratica.
E se la sua corsa nel 1980 è stata poco significativa, quattro anni prima (contendendo a Jimmy Carter la nomina) e nel 1992 (battendosi con Bill Clinton) è arrivato secondo.
Ora, nel 2018 la California sarà chiamata nuovamente al voto per lo scranno di Sacramento.
Jerry sarà costretto dalla Costituzione dello Stato (così modificata nel 1990) a ritirarsi.
Ritirarsi dal Governatorato, dico, perché – scommetto – ha già qualche altra carica in mente.
E se stesse pensando di riproporsi per la tre volte mancata nomination nel 2020?
Avrebbe solo ottantadue anni, dopotutto.