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‘Chaney’

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Depressione.
Quella ‘Grande’.
Sud.
Direi New Orleans, visto che dopo, fuori città, avrà a che fare con i ‘cajuns’.
Il treno merci è ancora lontano dalla stazione.
Un minuto, forse meno.
E parte la musica.
Quella giusta, scritta da De Vorzon.
E ‘Chaney’ salta.
È ‘Hard times’ che comincia.
E ‘Chaney’ è Bronson.
Depressione, crisi, gente in difficoltà, il titolo…
Viene in mente Dickens e la sua Coketown, no?
Certo.
Ma non credo che Walter Hill e soci, sceneggiando, avessero in mente il vecchio Charles.
Piuttosto, il ‘deus ex machina’ dei lontani tempi. Quelli greci.
Gli è che ‘Chaney’ arriva, è immortale e inviolabile.
Duro come la pietra.
Mette a posto le cose.
Se ne va.
E di nuovo in treno.
E ‘Speed’ e ‘Poe’ cercano vanamente – lo sanno – di convincerlo a restare.
E la musica di De Vorzon riprende.
Più forte e veloce.
E dove andranno adesso i due se non a dare il latte al gattino abbandonato?
Memorabile.
Davvero!