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Invasioni. Ovvero ‘la nave pakistana’

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‘Croissance zero?’ par Alfred Sauvy, edition Calmann-Levy, 1973 (in italiano, per Garzanti Editore, ‘Crescita zero?’, 1974).

XIII Rischi e avventure Capitolo: Invasione marittima? La nave dal Pakistan
“Una invasione può essere effettuata per altre vie e far leva meno sulla forza che sulla compassione.
Alcune popolazioni civili che procedono disarmate sono molto più difficili da combattere.
Più a titolo di curiosità che di anticipazione, citiamo l’episodio della ‘nave del Pakistan’, del quale non siamo riusciti a rintracciare l’autore.
È accaduto domani…
Nel 1990, o intorno a quella data, un centinaio di pakistani o bengalesi affamati si imbarcano su un vecchia nave e salpano alla ventura…
I venti o la loro volontà, oppure il nome stesso della metà, li sospingono attraverso l’Oceano Indiano fino al Capo di Buona Speranza.
Qui giunti, privi di viveri, intendono sbarcare.
I sudafricani ripetono allora il classico gesto tante volte compiuto nella storia.
Accettano di fornire i viveri a condizione che la nave si diriga verso Nord.
Scortati per un certo tempo da un incrociatore, gli emigrati continuano la rotta e, sempre costeggiando, arrivano allo Stretto di Gibilterra.
Qui giunti, un po’ disorientati, esitano e proseguono infine verso l’Algeria.
Prima di sbarcare, però, ricevono preziose informazioni: su questa costa non troveranno nulla da mangiare.
Dovranno puntare verso Nord dove si trovano Paesi ricchi.
Siamo nel mese di agosto.
Al corrente del progetto e della rotta della nave, il governo francese ha inviato polizia e Compagnia repubblicana di sicurezza (CRS).
Nonostante le intimazioni che non comprendono, i passeggeri calano le scialuppe cariche di donne e bambini.
La polizia non osa sparare.
Per non compromettere la stagione turistica al culmine, gli sfortunati profughi vengono rapidamente internati e inviati in un villaggio delle Basses-Alpes pressoché abbandonato.
In quello steso momento giunge la notizia… della partenza di una seconda nave dal Pakistan”.

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