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Strage di Bologna

Nessun commento Varie ed eventuali

2 agosto 1980.
Primo pomeriggio.
Alla guida della vecchia Alfasud, arrivo in quel di Deruta.
Cerco il Museo della ceramica.
La via centrale.
Devo chiedere indicazioni a qualcuno.
Un bar e un mucchio di gente.
Tanta.
Ferma davanti al televisore acceso.
“Staranno guardando Patrizio Oliva”, mi dico.
Sapevo infatti che il nostro boxeur in quelle ore era sul ring a Mosca per cercare di vincere la medaglia d’oro olimpica.
Entro allegro e al primo che incontro chiedo “Come va il match?”
Mi guarda male, decisamente.
Mi guardano male anche gli altri, quelli che hanno sentito.
Un altro mondo, nel quale le notizie arrivavano quando arrivavano e potevi restare all’oscuro di una tragedia come quella di Bologna per ore se non per giorni addirittura.

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