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Modotti (Tina)

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Femminista ante litteram.
Ovviamente bella (fu anche, fuggevolmente, a Hollywood), battagliera, ardimentosa, ardente, disinibita, Tina Modotti è nell’immaginario collettivo una fotografa, un’artista di alto valore che nell’agire, nel vivere, illustrava, metteva in atto i caratteri e i comportamenti propri delle future femministe.
È così per tutti?
Non per Ferdinando Scianna che in ‘Obiettivo ambiguo’ ne traccia un quadro del tutto opposto.
Quanto alla capacità professionale: “Conosciamo meno di trecento fotografie di Tina Modotti, e di buone, magari buonissime, diciamo la verità, un poco meno di una dozzina”.
Quanto al femminismo:
“Mi ha sempre stupito il fatto che sia stata presa a modello come eroina ante litteram di un ideale femminista…
La povera Tina, in realtà, nella sua ansia di assoluto, è sempre diventata quello che gli uomini di cui si innamorava la portavano a essere: artista, fotografa, rivoluzionaria, fino alla tragedia.
Classica ninfa egeria, musa, vittima di tutti”.
Evviva.

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