mdpr1@libero.it

Non più solo le banche per il finanziamento delle PMI

Nessun commento Varie ed eventuali

di Luigi Pastore

Una volta tanto abbiamo il privilegio di poter evidenziare con orgoglio un primato italiano.

Il nostro Paese, infatti, è stato il primo al mondo a dotarsi di una specifica normativa per “l’equity crowdfunding”che permette di finanziare le piccole e medie aziende in cambio di quote azionarie, con il diretto controllo, sulle piattaforme online, della Consob.

Il processo è stato avviato con il Decreto Crescita bis del 2012 e con successivi adeguamenti migliorativi si è passati, grazie all’esperienza fatta, da un crowdfunding riservato solo alle start up innovative, a quello per le piccole medie imprese innovative e infine, a tutte le PMI.

In questo modo, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale di inizio maggio della manovra correttiva della Legge di Stabilità, è stato superato l’articolo del Codice Civile 2468, che vietava la collocazione presso il pubblico di quote delle SRL (società a responsabilità limitata), che era consentita, invece, alle sole SPA (società di capitali), che sono, però, una ridottissima minoranza tra le piccole e medie aziende italiane.

Di conseguenza il ricorso al finanziamento in rete è stato allargato a tutte le piccole e medie imprese, costituite come SRL che potranno anche fare operazioni sulle azioni nell’ambito dei programmi di incentivazione che prevedono l’assegnazione di quote a collaboratori, dipendenti e componenti del CdA.

La conseguenza non potrà che essere la prevedibile accelerazione delle operazioni e la diffusione del trend della disintermediazione che si sta allargando a sempre maggiori ambiti economici.

Infatti il termine crowdfunding, che nasce dall’integrazione dei due termini inglesi crowd (folla) e funding (finanziamento), consente di raccogliere denaro senza rivolgersi ad uno sportello bancario, ma chiedendolo, direttamente, ai frequentatori del Web.

Lo strumento può essere una valida alternativa di finanziamento, in una situazione di prolungato credit crunch, che, per di più, rischia di non interrompersi velocemente anche in fase di ripresa dell’economia, per la necessità che hanno le banche di fronteggiare regole molto più rigorose sui requisiti patrimoniali e sulla gestione dei rischi e sta suscitando sempre maggior interesse sia tra gli investitori che la platea delle PMI.

Secondo gli ultimi dati , nel primo trimestre dell’anno in corso, sono state undici le PMI che hanno attinto finanziamenti per oltre duemilioni e centomila euro, dalle varie piattaforme.

Anche se parliamo di numeri ridotti, si tratta di un incremento di circa il 40% rispetto ai dati dell’ultimo trimestre del 2016 che si era chiuso con una raccolta di circa un milione e cinquecentomila euro.

Quindi se il trend dovesse stabilizzarsi, è ipotizzabile un netto incremento rispetto al risultato del 2016 che si era attestato intorno ai quattro milioni e quattrocentomila euro e potranno essere replicati i successi di Raft alla quale sono occorsi solo quaranta giorni per raccogliere, sul portale Opstart, i quarantacinquemila euro prefissati, grazie all’adesione di ventisei investitori per un importo medio di 1730 euro a testa.

Le risorse raccolte saranno destinate all’ottimizzazione di Raftennis.it, un social network di amanti di questo sport che accedono al sito per gestire tornei e partite, possono disporre di una propria profilatura giocatore, di un ranking e dialogare con gli altri componenti della community.

Non tutto, quindi, nel grigio panorama dell’economia italiana ha contorni negativi e sono proprio iniziative legislative e innovative come questa, che fanno sperare in alternative percorribili, rispetto alla centralità di un finanziamento bancario a breve che era sempre stato l’architrave della crescita delle PMI e che ora non può più farsi elemento caratterizzante per il futuro.

Possiamo affermare che, questa volta, è stata data dallo Stato una risposta “intelligente”, intendendo per intelligenza il saper risolvere problemi grazie, soprattutto, alla capacità di interagire con gli individui, cogliendo e comprendendo i nessi tra loro, gli eventi e il contesto, in modo da elaborare soluzioni che ottimizzino anche le relazioni; perché non ci può essere transazione duratura, senza relazione!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *