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Grasso e Boldrini: i due scienziati di cui essere orgogliosi

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di Alberto Indelicato

Il giorno dopo che Copernico formulò la sua teoria eliocentrica, nessun giornale ne parlò, tranne forse l’oscura “Gazzetta di “Torùn”, cittadina che gli aveva dato i natali: “Nemo profeta…”

Lo deduciamo dal fatto che una rivoluzione non meno importante, avvenuta il 13 maggio in Italia, è passata inosservata.

Ne ha scritto soltanto in uno stelloncino il “Giornale di Bologna” del 14 maggio scorso.

La nuova rivoluzione copernicana parte da un dato di fatto: gli immigrati in Italia si ostinano a conservare le loro abitudini, non si adattano a quelle di coloro che li ospitano, insomma insistono a restare fedeli alle loro radici e magari vogliono imporle ai nativi.

Che fare, visto che bisogna, come si dice, “integrarli”?

Di fronte a questo problema il nuovo Copernico (non nel campo astronomico, ma in quello sociologico), ha lanciato la sua teoria: sono gli italiani che devono modificare le loro radici per adattarsi a quelle degli immigrati.

Trascriviamo le parole esatte, come riportate dal “Corriere di Bologna” del 14 maggio 2017:

“Il tema dei migranti è quello che ci deve far cambiare, ci deve far avere un modo diverso di vedere le nostre radici, si devono evolvere, adattare a un fenomeno nuovo che è quello dell’integrazione”.

A pensarci bene era l’uovo di Colombo, ma non tutti come l’’autore di queste parole sono all’altezza di Copernico e di Colombo.

Nelle sue prossime esternazioni, ne siamo certi, lo studioso, il dottor Piero Grasso, di professione presidente del senato, ci dirà se le nostre radici si devono adattare ad una sola cultura, per esempio quella islamica, quella cinese, quella sikh, quella rom, o a tutte quante quelle degli immigrati, sembra più di cento.

Nel secondo caso, il programma sarebbe veramente imponente e bisognerebbe mettersi subito all’opera per modificare le nostre radici, se non vogliamo perdere il treno della storia.

In ogni caso prima di perdere la radice dell’orgoglio nazionale vogliamo affermare che c’è per rutti noi un motivo di fierezza.

Quale altro paese al mondo può vantare come il nostro ben due presidenti delle camere parlamentari che, oltre a sobbarcarsi al loro duro lavoro, si danno da fare ed eccellono l’uno nel campo della sociologia, l’altra, la signora Laura Boldrini, in quello della storiografia

Fu lei a scoprire che la crisi dell’impero romano fu dovuta all’imperatore Adriano, colpevole di ave costruito il vallo o muro nella Britannia. Secondo l’illustre storiografa fu quel suo “stop” (giustamente in lingua inglese, visto che si trovava in Inghilterra) all’immigrazione dei barbari del nord, a provocare la catastrofe a tutti nota.

Da loro due aspettiamo nuove rivelazioni e nuove teorie.

magari in altri campi dello scibile.

In una parola da loro ci aspettiamo di tutto.

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