mdpr1@libero.it

Mangiatori di cavallette

Nessun commento Varie ed eventuali

di Enzo Tosi

La prima donna nera africana, che feci venire a stare con me (fine anni ’90), si chiama Carla Auma.
Tribù nilotoica degli Acholi – cugini e parlanti la medesima lingua dei Luo kenyoti, la tribù di Obama -, alti (Carla m. 1,80), guerrieri.
Quasi tutta l’Armée ugandese era formata da Acholi e
quando Idi Dada, convertitosi all’islàm con il nome di Amin,  prese il potere con la sua tribù del West Bank del Nilo Bianco, i Kakwa (pron. cacùa), la sua prima preoccupazione fu sterminare quanti più militari Acholi possibile e quanto prima.


Gli Acholi – ciò per tuoi informazione e divertimento – si trovano anche in Sud Sudan.
Sono la tribù che espresse i pazzi criminali della Lord Resistance Army (LRA), fondata da Alice Auma (anche lei), detta Lakwena, la messaggera, riparata in Kenya (il Kenya tradizionalmente opera una politica di accoglienza e rifugio politico) ed ivi impazzita.
Cui subetrò il tremendo Joseph Kony, che fino a pochi anni addietro con le sua bande di incredibili guerriglieri terrorizzava e rendeva impraticabile il Nord Uganda.
Tuttora vivente ma nessuno sa dove.


Quanto sopra per tornare alla Carla Auma, che era tra gli Acholi tranquilli e perseguitati da Kony.
La Carla, ora infermiera presso la Casa di Riposo S. Faustino, mi spiegò che da quelle parti è assolutamente normale  essere “grasshopper eater”, mangiatori di cavallette.
Quando le locuste invadono, distuggono i raccolti e mangiandole gli indigeni recuperano un po’.

Non solo : lungo il lago Viktoria si possono vedere apparenti nebbie, in realtà nuvole di minuscoli insetti volanti. 
Gli abitanti del posto li catturano con  retine, anche con le mani, e ne traggono polpette, che pare siano deliziose.

In Somalia – anno 1978, dittaura dell’ex carabiniere italiano Siad Barre, non muoveva foglia, c’erano ancora i fasci littori, dei quali i Somali andavano fieri “perchè parte della loro Storia” – io lavorai tre mesi con passaporto azzurro dell’OMS per un film sulla caccia al vaiolo, non ancora eradicato da quell’ultimo Paese.
Ottobre, stagione delle piogge : la Somalia pareva la Svizzera, immense pianure verdi disseminate di fiori.
Ogni notte sotto i rari tubi fluorescenti dei bar e dei negozi, si abbattevano, accumulandosi, milioni d’insetti attratti della luce.
I ragazzini attendevano che il mucchio divenisse consisente per portare a casa barattoli per fritto misto (locuste, falene, zanzare, mosche suppongo …).

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *