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Coldplay: A Head full of Dreams è una scopiazzatura!

Commenti (1) Varie ed eventuali

Mi chiedo: lo hanno per caso dichiarato?
Qualcuno se ne è accorto?
Il grande successo mondiale dei Coldplay ‘A Head full of Dreams’ è una scopiazzatura.
Il ritornello è assolutamente una copia di ‘J’entends siffler le train’, cantata e portata al successo da Richard Anthony.
È identico!

One Response to Coldplay: A Head full of Dreams è una scopiazzatura!

  1. Giando ha detto:

    Caro Mauro, rispondo volentieri al tuo interessante post. Premetto che sono… beh diciamo ‘parte interessata’ in quanto pianista e cantante di una tribute band dedicata proprio ai Coldplay.

    Il brano in oggetto, ‘A Head Full of Dreams’ è stato guarda caso il pezzo di apertura delle nostre ultime performance.

    Venendo subito al punto in questione, è vero, ci sono delle somiglianze piuttosto marcate per quanto riguarda la strofa iniziale dei due brani. E complimenti per averle notate.
    Personalmente non conoscevo affatto la bella canzone di Anthony.

    J’ai pensé qu’il valait mieux
    nous quitter sans un adieu
    je n’aurais pas eu le coeur
    de te revoir

    Oh, I think I’ve landed
    In a world I hadn’t seen
    When I’m feeling ordinary
    When I don’t know what I mean

    Posto che è naturalmente irrilevante il fatto che i due brani abbiano una diversa tonalità (LA per il pezzo francese e SI per quello inglese), le melodie del cantato – pur essendo molto simili – mostrano alcune differenze. Anthony canta in levare (J’ai pensé…) mentre Martin inizia a cantare sul battere (Ooh…). A metà strofa ci sono due note differenti (sans un adieu / i hadn’t seen). Sul finale Anthony canta una sequenza di quattro note a salire (de te revoir) mentre Martin resta su tre note scendendo e salendo (what i mean).

    Al di là di questa sommaria analisi, è evidente che esiste una forte analogia tra le due composizioni.
    Se questo basti per gridare al plagio, onestamente non lo so.

    Approfondiamo!

    I Coldplay hanno una storia un po’ particolare con le ‘citazioni’: famosa nel 2008 la diatriba con il chitarrista Joe Satriani che accusava Chris Martin e soci di aver creato la melodia della famosa ‘Viva la Vida’ copiando il suo brano strumentale ‘If I could fly’ datato 2004. L’artista americano si rivolse ad un tribunale di Los Angeles chiedendo i danni e tutti i guadagni legati alla violazione del copyright (forse anche in funzione dell’enorme successo del brano che dava il titolo all’album in cui era contenuto). La notizia fece il giro del mondo perché eravamo all’inizio dell’era social ma il tutto si risolse con un nulla di fatto: la band inglese emise un comunicato in cui affermava che “se vi sono delle similitudini fra i due pezzi ne siamo sorpresi quanto lui: Joe Satriani è un grande musicista ma non ha scritto la canzone “Viva la vida”. Gli chiediamo rispettosamente di accettare le nostre rassicurazioni in merito e gli auguriamo ogni successo”. Il tribunale interpellato chiuse la questione in pochi giorni.

    Ma nel 2005, invece, gli stessi Coldplay avevano incluso nel brano ‘Talk’, track n. 4 dell’album ‘X&Y’ un riff di chitarra che costituiva una citazione assolutamente dichiarata di una melodia suonata al sintetizzatore nel brano ‘Computer Love’ del 1981 dal gruppo tedesco di musica elettronica Kraftwerk, che diede l’assenso all’utilizzo della sequenza di 9 note prima della pubblicazione del pezzo con tanto di citazione nelle sleeve notes sugli autori.

    Quindi, è verosimile che una band che volutamente cita un altro artista in una sua composizione si comporti poi in modo ‘doloso’, cioè copiando coscientemente senza adottare la stessa correttezza etica adottata in precedenza?

    Tutto è possibile. Il dubbio ci rimarrà per sempre.
    La storia è del resto piena di esempi di copiature involontarie.

    Uno su tutti: George Harrison, celebre chitarrista dei Beatles ma anche grande autore solista. Interpellata nel merito, la corte federale statunitense dichiarò con sentenza definitiva che Harrison aveva “inconsciamente plagiato” il brano ‘He’s so fine’ delle Chiffons con la sua ‘My Sweet Lord’.

    Ma anche nella musica classica, o nel jazz, esistono sequenze armoniche estremamente similari.
    In epoche in cui non esistevano le registrazioni ma probabilmente ‘solo’ le trascrizioni degli spartiti, è possibile che Wagner o Chopin possano aver copiato Mozart? Oppure quest’ultimo potrebbe aver copiato Bach? Bella domanda, eh!

    Nel mio piccolo, posso confermare che in fase compositiva è capitato più volte di trovare un riff, una melodia o anche una sequenza di accordi che mi piacevano particolarmente… salvo poi accorgermi che erano simili o addirittura identici ad altre cose già sentite in precedenza.

    Ricordo addirittura un episodio in cui improvvisando insieme ad altri amici in un’altra band con cui componiamo pezzi originali, abbiamo suonato per alcuni minuti un giro di accordi e melodie che riproducevano da molto vicino un pezzo suonato alcuni anni prima: ma l’intenzione, gli accenti, il ritmo erano del tutto diversi e sul momento ci parvero originali…

    Se poi sia l’inconscio che fa riemergere una certa sequenza di note durante la fase di ispirazione libera – così meravigliosamente istantanea! – o se sia solo un caso che a volte le dita si spostino sulla tastiera formando una melodia già creata da altri… è una verità difficilissima da affermare con certezza assoluta.

    Ben diverso sarebbe costruire coscientemente un brano su una melodia o una sequenza di accordi presi da un altro pezzo e fare finta di niente.

    Tornando al quesito iniziale… debbo dire che internet è uno strumento meraviglioso… sai cosa ho appena scoperto, Mauro? Che ‘Et j’entends siffler le train’ di Anthony è un adattamento del brano ‘500 miles’ di Hedy West, uscita l’anno precedente (19060) e a sua volta basato su un tema folk statunitense dei primi anni ‘30…

    Pare che 500 miles sia stata ripresa come base anche da altri artisti…

    Proprio per questo sono più propenso a pensare che anche nel caso dei Coldplay e di si tratti di una coincidenza. Chissà, magari propiziata dal fatto che Chris Martin possa aver ascoltato il brano alla radio, a casa dei suoi genitori quando era molto piccolo.

    ‘A had full of dreams’… ‘Una testa piena di sogni’…
    Forse, e non per caso, l’eco di un tempo passato.

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