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Papa Francesco opera attivamente e quotidianamente per la rovina della Chiesa

Nessun commento Varie ed eventuali

Uno dei film demenziali in auge anni fa.
Assistiamo da bordo ring ad un incontro di pugilato.
Fra le molte ‘vecchie glorie’, fra i molti personaggi ‘minori’ che lo speaker chiama sul quadrato prima dell’incontro principale, papa Giovanni Paolo II (ovviamente, un sosia).
Un giro sul ring a braccia alzate.
Qualche stanco e distratto applauso.
E via.
Come capita, misteriosamente, laddove nessuno se lo aspetta, una premonizione.
Certo, già il papa polacco, sia pure in misura inferiore rispetto a Francesco, col suo continuo apparire, col suo ininterrotto intervenire, quasi fosse un uomo politico in cerca di consenso a fini elettorali, andava sempre più impoverendo il proprio magistero.
È però oggi, con il papa argentino – un sociologo di seconda o terza categoria – che la figura del vescovo di Roma e, per conseguenza, la Chiesa toccano il fondo.
Opera Francesco – abbandonato ogni proselitismo – come fosse il capo di Save the Children o di un altro qualsiasi organismo assistenziale internazionale (per di più soccombendo).
Si mostra democratico, alla portata di tutti, umile, modesto, sostanzialmente un poveruomo “come milioni di altri”.
Non capisce che il papa non può, non deve essere assolutamente “come gli altri”.
Ieri è andato a comprarsi le scarpe e si è fatto fotografare con i proprietari e i clienti del negozio.
Non differentemente da quanto farebbe un giocatore di calcio, un attore, una velina.
Un papa ‘politicamente corretto’.
Orribile!!!
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